Autore:CANU TORE
N. - M. :Sassari, 1930 - 1982
Tecnica:Olio su tela
Misure:80 x 60 cm
Classificazione: Moderni, Figurativi, Oli, Figure

Opera di Tore Canu, olio su tela, 80 × 60 cm. Cavalli raffigura il tema animale attraverso una composizione dinamica e sintetica, in cui le figure equine emergono con forza espressiva e senso del movimento. I cavalli, spesso resi con tratti essenziali e materici, trasmettono energia, libertà e vitalità, elementi centrali nella ricerca dell’artista.
Tore Canu (Sassari, 1930 – 1982) è stato una figura significativa nel panorama artistico italiano del secondo Novecento. Attivo sin dal 1949, dopo un periodo trascorso nella penisola rientrò in Sardegna nel 1963, dove diede impulso a vivaci iniziative culturali e contribuì alla diffusione dell’arte contemporanea sull’isola. Attraverso la creazione di gallerie e l’organizzazione di mostre, promosse artisti di rilievo spesso poco conosciuti dal pubblico locale, favorendo anche una più strutturata dimensione del mercato artistico sardo.
Le sue opere, oggi presenti in collezioni pubbliche e private in Italia e all’estero — tra cui Francia, Inghilterra, Congo e Canada — testimoniano un percorso coerente e profondamente personale, sviluppato tra Sardegna e Roma, città in cui visse e lavorò a lungo.
Al centro della sua ricerca si colloca un linguaggio pittorico caratterizzato da un geometrismo dinamico, capace di muoversi tra composizione e scomposizione per ricondurre gli elementi a una nuova unità espressiva. In questo processo, Canu riesce a fondere esperienze diverse — dalle più remote alle più recenti — in una sintesi che appare naturale e priva di fratture.
La sua pittura si distingue per una tensione costante verso l’approfondimento dell’interiorità. Superando il dato contingente, l’artista costruisce immagini che si avvicinano a una dimensione quasi surreale, nella quale emerge con forza il tema dell’“io” e della condizione umana. Ne deriva una visione intensa, in cui l’uomo è colto nel suo rapporto complesso e spesso conflittuale con il mondo che lo circonda.
Il segno pittorico di Canu, netto e riconoscibile, riflette una consapevolezza maturata nel tempo: ogni esperienza viene filtrata e rielaborata fino a diventare parte di una matrice stilistica stabile. La sua ricerca, condotta con rigore e profondità, dà vita a un linguaggio autentico, segnato da sincerità espressiva e da un forte senso di impegno.
Particolarmente significativa è la forza del suo colorismo, talvolta intenso e quasi “brutale”, unita a una linea che non cede a facili soluzioni ma tende con decisione verso un continuo perfezionamento. In questa coerenza si riconosce uno degli aspetti più alti della sua produzione.
L’opera di Tore Canu può essere letta come un vero e proprio diario interiore: un’indagine sull’esistenza e sul tempo, sul peso dell’esperienza umana e sulla memoria. La sua pittura si colloca così in uno spazio sospeso tra passato e presente, dove eventi, incontri e vissuti si intrecciano in una narrazione visiva intensa e profondamente personale.
…Appare chiaro, nella pittura di Canu anche un motivo sociale, e soprattutto umano, che trova nell’interpretazione della figura un appiglio per un serio discorso neorealistico di natura vagamente astratta e di contenuto spirituale. Le figure, dipinte con forza, sembrano tagliate con l’accetta; tanto forte e preciso è il colpo di spatola che le ha espresse ed inserite in un ambiente caratteristico, ricco di spunti poetici ed umani…
…La pittura di Tore Canu, pur nella soggettività in cui si realizza, si impone per caratteristiche personali notevoli. Non è tanto la soluzione prospettica, quando la gradualità cromatica che interessa maggiormente, specie nei paesaggi e nelle « scorze d’ulivo » e nelle « scorze di pino », dove appunto permane, in un disordine, ripetiamo soggettivo, un fondo astratto che valorizza sia la prospettiva che così ne risulta, sia la superficie in sé, ricca di impasti vivi e ricercati…
…Tore Canu è maturato pian piano, attraverso una serie di ricerche coloristiche di buon gusto che rivelano un’ispirazione sensibile e soprattutto una sicurezza di esposizione notevole. Anzi, proprio questa sicurezza, ostentata nella sua tecnica d’esecuzione, colpisce nella semplicità rude del suo linguaggio…
La intensità coloristica del suo linguaggio aumenta l’intensità del drammatico, senza mai assumere forma volute di sofferenza ed il suo modo di vedere le cose non lo lega ad una corrente piuttosto che ad un’altra, ma lo porta a considerare volta per volta un mondo nuovo e passionale…
…un pittore che tratta le sue tele con energia, quasi nel tentativo di violentarne la originaria anonimità insufflandovi, a strati densi, quello stesso colore in mezzo al quale è nato: il colore della sua Sardegna.
Ne derivano figure di uomini robusti, senza sfumature, quasi tagliati in quelle rocce eterne, statuari anche nei loro movimenti che Canu ha fissato a colpi di spatola senza ripensamenti, come li ha visti, come è abituato a vederli.
Ad una prima sommaria occhiata la pittura di Tore Canu, può dare una sensazione di freddo, di distacco; in quella robustezza di segni, e in quelle spatolate buttate giù con decisione rabbiosa, si sente l’ansia di rendere, nella sua essenzialità, il soggetto senza concedergli niente in dettagli.
Dopo, subito dopo, la sensazione cambia e quei capannelli di gente che gioca alla morra, che conversa, che siede attorno al tavolo in una immobilità nuragica si animano di vita interiore.
Lo abbiamo detto, lo stesso senso di sospensione, di irrealtà, la si prova quando si arriva ad uno dei tanti paesi che si arroccano nel nuorese, gente che ti guarda e ti studia, gente di una nobiltà estrema che senti con la sua sola presenza, che osservi in occhi vivi, per niente timidi.
Diciamo allora che la pittura di Canu ha un suo blasone che bisogna afferrare che, una volta « scoperto » lascia che i quadri si aprano per farci entrare a cuore aperto nel mondo che li ha ispirati…
…Ogni tela di Canu è un’effettiva conquista, i motivi e le soluzioni delle precedenti opere non vengono ripetuti, è proprio questa sua tensione creativa che colpisce l’osservatore ed attesta la nobiltà del suo lavoro. Canu è un pittore che fugge costantemente la genericità degli schemi fissi, egli propone un problema e lo risolve di volta in volta in maniera differente.
Le sue figure, i suoi paesaggi, le sue nature morte, hanno tutti una misura individuata nella percezione di luce e di struttura; una tensione di passionalità profonda possiede i soggetti e li torce sino allo spasimo. La ricchezza di cromie, la sapienza delle loro elaborazioni, l’abilità dei trattamenti materici, giammai casuali, le varietà delle articolazioni spaziali, ora piene ora vuote, donano alle sue opere toni solenni, toni delicati. Il calore rappresenta una ricerca di aderenza alla realtà spirituale, in questo sforzo, il colore è l’atto di fede di Canu alla bellezza intrinseca delle cose e alla bellezza materica delle pagine pittoriche. Nei suoi quadri ritroviamo spazi scanditi da palpiti di luce in accordi musicali col sentimento, temi musicali di una attiva partecipazione alla visione della vita. Il colore, con le sue placide e nello stesso tempo violente riflessioni, le profonde trasparenze, i subitanei squarci di clamori timbrici, le figure intrise di irradiante luminosità, le luci giovani e schiette, è di per se stesso il riverente tributo dell’artista alla sua terra natia…