Salvatore Emblema

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Salvatore Emblema nasce da una umile famiglia di contadini nel 1929 a Terzigno (Napoli), alle falde del Vesuvio. A tredici anni è a Napoli dove fa i lavori più disparati, nel 1944 torna a Terzigno con le truppe alleate. Una borsa di studio e l’iscrizione alla Scuola Corallo di Torre del Greco lo fanno apprezzare dai docenti tanto che sarà iscritto all’Istituto Statale d’Arte di Napoli, ma non completerà gli studi. Va invece a Roma dove incontra Carlo Levi e Ugo Moretti. Gli ambienti artistici della capitale ne influenzano l’indirizzo pittorico. Nel 1953 la settimana INCOM gli dedica un documentario, e nel 1956 realizza la sua prima personale a Roma alla Galleria San Marco e comincia ad intensificare la sperimentazione dell’uso delle tele di sacco per le sue opere. Il mondo del cinema e della moda si interessano alla sua attività: Collabora con Fellini e disegna modelli e stoffe per lo stilista Schubert e per le sorelle Fontana. Decide di tentare la fortuna in America: un biglietto di Rockfeller ricevuto dal miliardario che gli aveva acquistato un quadro gli apre le porte del nuovo mondo. Entra in contatto con Rothko ed istituisce un fertile rapporto con il critico Giulio Carlo Argan che diventerà un suo grande ammiratore ed esegeta. Nel 1972 rifiuta, per una scelta di libertà creativa, la cattedra di pittura che gli viene offerta presso l’Accademia di Belle Arti di Catanzaro. Con umiltà e caparbietà continua la sua ricerca che riceve una consacrazione definitiva ed ufficiale: Gli si aprono, infatti, le porte della Biennale di Venezia, del Metropolitan Museum di New York, degli Uffizi di Firenze, del Palazzo Reale di Napoli, mentre sue opere sia di pittura che di scultura vengono acquistate dalle più importanti raccolte d’arte contemporanea sia pubbliche che private

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