Sandro Chia, Interferenza

Autore:CHIA SANDRO

N. - M. :Firenze, 1946

Tecnica:Acquaforte acquatinta. Esemplare 29/50

Misure:80 x 60 cm

Classificazione: Figure, Figurativi, Altre Tecniche

Note Critico - Biografiche

Sandro Chia

 

Firenze, 1946

 

Interferenza 

Opera di Sandro Chia, dipinto su tela di formato 80 × 60 cm, intitolata Interferenza. L'opera mostra il caratteristico linguaggio figurativo dell'artista, con figure stilizzate e colori vibranti che dialogano con lo spazio pittorico in maniera dinamica e simbolica. La composizione esplora contrasti tra forme astratte e figurazioni riconoscibili, creando un effetto di movimento e di tensione visiva. Attraverso pennellate decise e una tavolozza intensa, Chia propone una riflessione sulla percezione, l'energia e la contaminazione tra realtà e immaginazione, inserendosi nella tradizione della Transavanguardia italiana degli anni 80.
Interferenza

 

Incisione acquaforte, acquatinta e carborundum di Sandro Chia intitolata Interferenza, esemplare n. 29/50. Il foglio misura 80 x 60 cm. L’opera mostra il caratteristico linguaggio figurativo dell’artista, con figure stilizzate e colori vibranti che dialogano con lo spazio pittorico in maniera dinamica e simbolica. 

 

SANDRO CHIA

Nato a Firenze nel 1946. Vive e lavora tra Miami, Roma e Montalcino (Siena). Dopo essersi diplomato all’Accademia di Belle Arti di Firenze, prima di stabilirsi a Roma nel 1970, Sandro Chia compie lunghi viaggi in Europa e in India. Da un esordio definito a posteriori dall’artista “concettuale mitico”, alla fine degli anni settanta Chia si rivolge verso la pittura figurativa. Nei primi anni ottanta si trasferisce a New York dove vive per vent’anni, pur con frequenti viaggi in Italia. È all’inizio degli anni ottanta che Chia diventa parte della transavanguardia, la corrente neoespressionista italiana che andava alla riscoperta del figurativo, rilanciando le tecniche tradizionali dopo anni di arte concettuale. La sua produzione, che spazia dalla pittura alla scultura, dalla stampa all’affresco, con una grande attenzione per la classicità, ne fa subito una delle personalità centrali del movimento. Chia si ispira alla pittura del passato, dal Rinasci-mento michelangiolesco al futurismo, dalla pittura del XVIII secolo al surrealismo, ma mai a un movimento specifico. Dal passato Chia prende una suggestione, ma se ne discosta immediatamente con il risultato che nelle sue opere c’è sempre la sensazione indefinita di una reminiscenza di passato difficilmente identificabile. In Grotta azzurra (1980), opera emblematica della transavanguardia, sono evidenti tutti questi elementi del suo stile. Questa tela ricorda i quadri dei fauves, ma senza la disperazione e la rabbia espressionista; c’è un forte senso di appartenenza alla cultura mediterranea, ma è cupa, non gioiosa. Il personaggio sembra sovrastato dalla natura, mantenendo però una permanenza scultorea, una solitudine esistenziale. Le pennellate sono decise e i temi che sceglie provengono per lo più dalla mitologia, ma riadattati e interpretati alla luce della contemporaneità. 

Vittoria Martini

 

 

 

Marciano Arte, galleria d’arte e cornici, Napoli

Salvatore Marciano

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