Autore:SCHIFANO MARIO
N. - M. :Homs, 1932 - Roma, 1998
Tecnica:Serigrafia polimaterica. Esemplare H.C. 29/100
Misure:70 x 50 cm
Classificazione: Astratti, Moderni, Altre Tecniche

Paesaggio anemico di Mario Schifano, serigrafia polimaterica e collage realizzata su foglio di formato 70 x 50 cm. Edizione limitata, esemplare H.C. 29/100. L’opera presenta una composizione essenziale dove il paesaggio viene ridotto a segni, campiture e frammenti visivi tipici del linguaggio dell’artista. Attraverso l’uso combinato della serigrafia e del collage, Schifano costruisce una superficie dinamica, caratterizzata da sovrapposizioni e contrasti che trasformano il paesaggio in immagine mentale e concettuale. Il risultato è una visione sospesa tra figurazione e astrazione, in cui la realtà viene reinterpretata attraverso una sensibilità contemporanea e sperimentale.
Mario Schifano è stato uno degli artisti più rappresentativi dell’arte italiana del secondo dopoguerra, nato a Homs, in Libia, il 20 settembre 1934 da genitori italiani. Cresciuto a Roma, sviluppò fin da giovane un forte interesse per il disegno e la pittura, influenzato anche dal lavoro del padre, archeologo e restauratore. Dopo un breve periodo di impiego presso il Museo Etrusco di Villa Giulia, Schifano decise di dedicarsi completamente all’arte, iniziando un percorso creativo autonomo e sperimentale.
Negli anni Sessanta divenne una figura centrale della cosiddetta “Scuola di Piazza del Popolo”, insieme ad artisti come Franco Angeli e Tano Festa. In questo periodo entrò in contatto con le correnti internazionali, in particolare con la Pop Art americana, pur sviluppando uno stile personale e distintivo. Le sue prime opere di successo furono i “monocromi”, grandi tele dipinte con colori industriali, che rappresentavano una riflessione radicale sulla pittura e sul suo linguaggio.
Schifano fu un artista estremamente prolifico e innovativo. Negli anni successivi ampliò la sua ricerca includendo immagini tratte dai mass media, dalla pubblicità e dalla televisione. Lavorò anche con il cinema sperimentale, realizzando film e utilizzando nuove tecnologie visive, dimostrando un interesse costante per i linguaggi contemporanei e per la contaminazione tra arti diverse.
La sua vita fu caratterizzata da eccessi e contraddizioni: frequentò ambienti mondani e artistici internazionali, entrando in contatto con figure di grande rilievo della cultura dell’epoca. Questo stile di vita, segnato anche da problemi legati alle dipendenze, influenzò profondamente la sua produzione artistica e la sua immagine pubblica.
Negli anni Ottanta e Novanta continuò a produrre opere, tornando spesso a temi già affrontati, come i paesaggi, i loghi e i simboli della società contemporanea, reinterpretati in chiave personale. Nonostante le difficoltà personali, rimase una figura centrale nel panorama artistico italiano.
Mario Schifano morì a Roma il 26 gennaio 1998. Oggi è considerato uno dei più importanti artisti italiani del Novecento, capace di anticipare molte delle dinamiche visive della società contemporanea e di creare un linguaggio artistico unico, a metà tra pittura, fotografia e cultura di massa.