Leon Giuseppe Buono, Mattino sul mare

Autore:BUONO LEON GIUSEPPE

N. - M. :Pozzuoli, 1887 - 1975

Tecnica:Olio su tavola

Misure:40 x 30 cm

Anno:VENDUTO

Classificazione:

Note Critico - Biografiche

Leon Giuseppe Buono 

Pozzuoli, 1887 — 1975 

 

Mattino sul mare 

Dipinto di Leon Giuseppe Buono raffigurante il mattino sul mare
“Mattino sul mare” Olio su tavola 40×30 cm

 

 

Leon Giuseppe Buono

… Caposcuola di almeno due generazioni di pittori formatosi nell’area puteolana, Leon Giuseppe Buono ha potuto contare su due eccezionali doti: quella di saper cogliere l’angolazione più felice per i suoi paesaggi marini, e quella di saperli tradurre attraverso i colori magici e suggestivi di una tavolozza inedita.

“Mare chiuso del porto, acqua stagnante e pesante dove si riflette il cielo all’imbrunire e una barca vuota si dondola, muraglie ombrose e vetuste, in cui appena s’intuisce il rosso del laterizio sotto la patina fosca del tempo, campi feraci, ma silenti, le cui linee ondulanti, menano ad un casolare grigiastro sotto la guardia di un monumentale covone: ecco, più che la buona pittura di cui sono fatti, ciò che attrae in questi paesaggi”.

Mario Milone

 

 

Leon Giuseppe Buono

Leon Giuseppe Buono debuttò brillantemente come vedutista ispirato soprattutto al mare e al paesaggio del porto di Pozzuoli dove visse fino alla morte. La sua pittura ha un andamento classico e qualche volta risente della Scuola di Posillipo, per esempio nel paesaggio “Lago Patria” del 1936; ma anche il Buono, a mano a mano che riscosse successo, involgarì la sua pittura fino a cadere nel gusto commerciale più banale. Nella fase iniziale egli fu, tra l’altro, un grafico sensibile, come dimostra un affiche molto bello, di propaganda turistica, dedicato alle Terme Puteolane. Buono fu maestro di molti artisti dei Campi Flegrei e tra gli altri dette i primi insegnamenti a Vincenzo Ciardo (1894-1970). Buono è forse l’ultimo rappresentante del dalbonismo. Nelle ultime sue opere i toni lattiginosi, le atmosfere madreperlacee e tutto ciò che costituisce il linguaggio del vedutismo di Edoardo Dalbono (1841-1915) si fanno ancor più sottili e sensibili. Il pittore lavorò e si mantenne lucido fino agli ultimi mesi di vita. Con la morte di « Sci-sci», tale era il nomignolo che gli avevano affibbiato i suoi amici, scomparve un uomo che, a pane e pittura, ebbe una vita avventurosa e difficile.

Paolo Ricci
(da “Arte e artisti a Napoli”, 1983)

 

Marciano Arte, galleria d’arte e cornici, Napoli

Salvatore Marciano

Potrebbero interessarti anche

Richiedi Informazioni

Opera: