Giovanni Panza, La lettura

Autore:PANZA GIOVANNI

N. - M. :Napoli, 1894 - 1989

Tecnica:Olio su tela

Misure:50 x 40 cm

Classificazione: Figure, Figurativi, Oli, Classici

Note Critico - Biografiche

Giovanni Panza  

Napoli, 1894 — 1989.

 

La lettura

Foto del quadro di Giovanni Panza (1894–1989) "La lettura", olio su tela 50x40 cm raffigurante un interno con una giovane donna seduta intenta a leggere un libro
Olio su tela 50×40 cm

 

 

Erede di una tradizione pittorica romantica e naturalistica, espressa in chiave lirica e drammatica, Giovanni Panza è l’artista che più ha avvertito il richiamo della vita quotidiana nei suoi aspetti più veri ed umili. E di questa realtà varia ed imprevedibile si è fatto interprete fedele ed incantato, grazie ad una sensualità di un impasto cromatico quanto mai accattivante. Fu pittore e poeta.

 

Giovanni Panza

Una fatalistica notazione autobiografica di Giovanni Panza reca: «Ogni uomo nasce con un destino che ineluttabilmente si compie, al di fuori e al disopra di ogni volontà». Per lui, il destino non poteva che essere la pittura, essendo egli nato in una famiglia che per linea materna lo collegava alla illustre dinastia dei Postiglione E appunto da uno di essi — Luca, pittore e poeta — il giovane Panza fu guidato nei primi passi sul sentiero dell’arte, iniziando un cammino lungo e operoso che finora non ha conosciuto soste. Fedele agli originari indirizzi, oggettivati in una tematica romantico-naturalista (della quale il Postiglione era stato un significativo esponente), Giovanni Panza fece della pittura una pratica quotidiana vissuta con costanza e naturalezza, perché era una pittura che nella realtà quotidiana trovava la sua identità, rispecchiandola con puntuale obiettività, rendendone espliciti i significati e i valori, senza esorbitare dai limiti di un’apparente concretezza: una pittura — ovviamente — che nel corso degli anni restava al riparo da tutta la nuova e complessa problematica tendente a ribaltare proprio quei significati e quei valori. La sola problematica che investiva la pittura di Panza (come del resto quella di tutti i cultori della «tradizione» figurativa ereditata dalla scuola napoletana dello scorso secolo) si poneva in termini essenzialmente tecnico-formali, in relazione ai modi compositivi, al rigore del disegno, ai valori tonali: e non v’ha dubbio che in tal senso Giovanni Panza ha da sempre posseduto la virtù di scegliere l’angolo di veduta, di disporre le luci e le ombre, di stabilire l’inquadratura e il taglio di una mezzafigura, di un paesaggio, di un interno, di una natura, ricostruendo movimentate scene di mercato, di piazze, di caffè, o ritraendo graziosi soggetti di bimbe con efficaci riverberi di luci e di bianchi. Né va dimenticato il valore documentario di non poche testimonianze pittoriche, laddove l’artista (innamorato e memore di una città — anzi di un mondo — ormai quasi interamente affidato ai ricordi) ha inteso evocare luoghi e persone , situazioni e costumi per i quali la Napoli di una volta si caratterizzava in termini di inconfondibile unicità E al servizio di queste icastiche rimembranze egli pone le sue esperienze pittoriche per esprimere sentimenti di poeta; sa trovare le note più delicate e armoniche, e sa dipingere con la serrata compostezza del naturalista pur seguendo il filo di emozioni sollecitate da urgenze sentimentali e da ataviche sensualità coloristiche.

Cento Pittori Napoletani – Alfredo Schettini – So.Gra.Me – 1978

 

Marciano Arte, galleria d’arte e cornici, Napoli

Salvatore Marciano

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