Robert, L’italiana sulle rovine della sua casa

Autore:ROBERT Leopold Luis

Disegnatore:Leopold Luis ROBERT (1791 - 1835)

Incisione:Zachée PREVOST (1797 - 1861)

Editore:

Tecnica:Incisione acquerellata

Periodo:1842

Misure:59 x 70 cm

Soggetto:Maternià

Note Critico - Biografiche

L’italiana sulle rovine della sua casa

 

Opera di Léopold Robert, incisione su acciaio realizzata nel 1842, di formato 59 × 70 cm. L’opera, intitolata L’italiana sulle rovine della sua casa, raffigura una figura femminile immersa in un paesaggio di distruzione, seduta tra le macerie della propria abitazione. La composizione mette in evidenza il forte valore emotivo della scena, dove la figura della donna diventa simbolo di perdita, dolore e resilienza di fronte alla devastazione. Attraverso un segno incisorio preciso e un intenso uso del chiaroscuro, Prévost costruisce una rappresentazione drammatica e suggestiva, tipica della sensibilità romantica dell’Ottocento, in cui la dimensione umana si confronta con la rovina e la memoria del luogo.
L’italiana sulle rovine della sua casa

 

 

Stampa antica originale tratta da un dipinto di Léopold Robert, incisione su acciaio realizzata nel 1842, su carta di formato 59 × 70 cm. L’opera, intitolata L’italiana sulle rovine della sua casa, raffigura una mamma col suo bambino, seduta tra le macerie della propria abitazione. La composizione mette in evidenza il forte valore emotivo della scena, dove la figura della donna diventa simbolo di perdita, dolore e resilienza di fronte alla devastazione, mentre il bambino che gioca sereno è simbolo di positività per il futuro. 

Robert Léopold

LÉOPOLD ROBERT

Chaux de Fonds, 1791 – Venezia, 1835

Figlio di un orologiaio apprese i primi rudimenti dell’arte nel suo paese natale. Nel 1810 si recò a Parigi e frequentò l’Accademia; nel 1812 entrò nello studio del David come suo allievo. Incoraggiato dal maestro partecipò più volte al Grand Prix de Rome nella categoria dell’incisione su rame senza mai riuscire ad aggiudicarselo. Nel 1816 lasciò Parigi e fece ritorno al suo paese dedicandosi esclusivamente alla pittura. Nel luglio del 1818, grazie alla generosità di un suo mecenate Roulet de Mèzerac, potete finalmente recarsi a Roma ove entrò in contatto con la moltitudine di artisti stranieri che soggiornavano in quella città. La sua prima produzione è dedicata soprattutto alla ritrattistica ed alle scene d’interni alla maniera del Granet. Sono di questo periodo Interno della sacrestia di San Giovanni in Laterano, eseguito nel 1819 ed attualmente presso il Musée d’Art et d’Histoire di Ginevra e Interno di un cortile a Roma con un pellegrino che fa baciare delle reliquie a dei bambini che risente dell’influsso del Pinelli. Dopo il 1820 ebbe la possibilità, insieme ad altri artisti, di ritrarre una moltitudine di briganti arrestati ed incarcerati nelle prigioni di Termini e da numerosi studi trasse Donna brigante che veglia il sonno del marito attualmente presso il Kunstmueum di Saint-Gailen. Nel 1821 Robert Léopold fu per la prima volta a Napoli e rimase affascinato dai costumi e dagli usi e dagli abitanti di queste contrade tanto da dedicarsi a ritrarre scene di genere, nel 1822 cominciò ad esporre regolarmente ai Salons e chiamò presso di se il fratello Aurèle, incisore, che compilò un volume di ben settan­tatrè riproduzioni all’incisione delle opere di Robert Léopold. Nel 1825 l’artista fu nuovamente a Napoli. Nel 1832, dopo un breve soggiorno a Firenze si trasferì a Venezia ove rimase sino alla morte avvenuta per suicidio nel 1835. Sue opere da ricordare sono: Improvvisatore napoletano eseguita su commissione del duca d’Orléans; Il ritorno dalla festa della Madonna dell’Arco presentata al Salon del 1827 nel quale l’artista cerca di elevare la sua pittura popolare a quadro di storia; I mietitori e La sepoltura di un figlio primogenito di contadini romani entrambe esposte al Salon del 1831, ambedue le opere furono riprodotte come incisioni su lastra di rame; Donna d’Ischia disperata per il naufragio del marito eseguita nel 1828 e Partenza dei pescatori dell’Adriatico eseguita nel 1834.

Roberto Rinaldi

“Pittori a Napoli nell’Ottocento”, Libri&Libri ed. – Napoli, 2001

 

 

 

 

ZACHÉE PRÉVOST

 

Zachée Prévost (1797–1861) fu un incisore e artista francese attivo nel corso del XIX secolo, noto soprattutto per le sue incisioni realizzate con grande precisione tecnica e attenzione ai dettagli. Operò in un periodo in cui l’incisione era una delle principali tecniche utilizzate per la riproduzione e la diffusione delle immagini, prima dell’avvento della fotografia. Grazie alla stampa su lastra incisa, infatti, era possibile diffondere opere artistiche, scene di vita quotidiana e illustrazioni in libri e pubblicazioni, rendendo l’arte accessibile a un pubblico più ampio.

Prévost si formò a Parigi, uno dei centri artistici più importanti d’Europa dell’epoca. Fu allievo del celebre incisore Charles-Clément Bervic, considerato uno dei maestri più influenti dell’incisione francese tra la fine del XVIII e l’inizio del XIX secolo. Durante il suo apprendistato, Prévost apprese le tecniche tradizionali dell’incisione a bulino, che richiedevano grande precisione e controllo nel tracciare linee sottili su lastre di metallo, solitamente rame. Questa formazione rigorosa contribuì a sviluppare il suo stile accurato e raffinato.

Nel corso della sua carriera, Zachée Prévost si dedicò principalmente alla realizzazione di incisioni che rappresentavano scene di genere, cioè episodi di vita quotidiana, personaggi popolari o situazioni ironiche e narrative. Molte delle sue opere mostrano figure impegnate in attività musicali o momenti di vita domestica. In alcuni casi raffigurò anche animali in atteggiamenti quasi umani, creando immagini vivaci e talvolta divertenti. Questo tipo di soggetti era molto apprezzato dal pubblico dell’epoca, perché permetteva di raccontare piccole storie attraverso le immagini.

Tra le tecniche utilizzate da Prévost vi erano soprattutto il bulino e l’acquatinta. Il bulino permetteva di incidere linee precise e dettagliate, mentre l’acquatinta serviva a creare effetti di ombra e sfumature più morbide, simili a quelle della pittura. La combinazione di queste tecniche gli consentiva di ottenere incisioni ricche di contrasti e profondità.

Nel contesto artistico dell’Ottocento, gli incisori come Prévost svolgevano un ruolo molto importante nella diffusione della cultura visiva. Attraverso le loro opere, infatti, immagini artistiche e scene narrative potevano essere riprodotte in numerose copie e circolare in tutta Europa. Anche se oggi il suo nome non è tra i più celebri della storia dell’arte, Zachée Prévost rappresenta comunque un esempio significativo della tradizione dell’incisione francese del XIX secolo e della grande abilità tecnica richiesta da questa forma d’arte.

 

MarcianoArte, galleria d’arte e cornici, Napoli 

Salvatore Marciano

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