Robert, L’arrivo dei mietitori nelle Paludi Pontine

Autore:ROBERT Leopold Luis

Disegnatore:Leopold Luis ROBERT (1791 - 1835)

Incisione:LAFOSSE

Editore:Lemercier

Tecnica:Litografia acquerellata d'epoca

Periodo:Sec. XVIII

Misure:60 x 78 cm

Soggetto:Costumi

Note Critico - Biografiche

L’arrivo dei mietitori nelle Paludi Pontine

 

Opera di Léopold Robert, litografia acquerellata a mano d’epoca realizzata su foglio di formato 60 × 78 cm. L’opera, intitolata L’arrivo dei mietitori nelle Paludi Pontine, raffigura una scena di vita rurale ambientata nel paesaggio delle Paludi Pontine, con gruppi di lavoratori che giungono nel territorio per dedicarsi alle attività agricole stagionali. La composizione presenta numerose figure impegnate nel viaggio e nella preparazione al lavoro, immerse in un vasto scenario naturale che unisce campagna, cielo e orizzonte aperto. La colorazione manuale valorizza i dettagli degli abiti, degli animali da soma e del paesaggio, restituendo un’immagine ricca di atmosfera e movimento. L’opera riflette l’interesse ottocentesco per le scene di vita popolare e per la rappresentazione poetica del lavoro umano nel contesto della natura.
L’arrivo dei mietitori nelle Paludi Pontine

 

Stampa antica originale tratta dall’omonimo dipinto di Léopold Robert, litografia acquerellata a mano d’epoca intitolata L’arrivo dei mietitori nelle Paludi Pontine e realizzata su foglio di formato 60 × 78 cm. La composizione presenta numerose figure di contadini che suonano e ballano in un’atmosfera di festa. La colorazione a mano coeva valorizza i dettagli dei costumi, restituendo un’immagine serena e allegra ricca di movimento. L’opera riflette l’interesse ottocentesco per le scene di vita popolare e per la rappresentazione poetica del lavoro umano nel contesto della natura.

 

L’arrivo dei mietitori nelle Paludi Pontine

LÉOPOLD ROBERT

Chaux de Fonds, 1791 – Venezia, 1835

Figlio di un orologiaio apprese i primi rudimenti dell’arte nel suo paese natale. Nel 1810 si recò a Parigi e frequentò l’Accademia; nel 1812 entrò nello studio del David come suo allievo. Incoraggiato dal maestro partecipò più volte al Grand Prix de Rome nella categoria dell’incisione su rame senza mai riuscire ad aggiudicarselo. Nel 1816 lasciò Parigi e fece ritorno al suo paese dedicandosi esclusivamente alla pittura. Nel luglio del 1818, grazie alla generosità di un suo mecenate Roulet de Mèzerac, potete finalmente recarsi a Roma ove entrò in contatto con la moltitudine di artisti stranieri che soggiornavano in quella città. La sua prima produzione è dedicata soprattutto alla ritrattistica ed alle scene d’interni alla maniera del Granet. Sono di questo periodo Interno della sacrestia di San Giovanni in Laterano, eseguito nel 1819 ed attualmente presso il Musée d’Art et d’Histoire di Ginevra e Interno di un cortile a Roma con un pellegrino che fa baciare delle reliquie a dei bambini che risente dell’influsso del Pinelli. Dopo il 1820 ebbe la possibilità, insieme ad altri artisti, di ritrarre una moltitudine di briganti arrestati ed incarcerati nelle prigioni di Termini e da numerosi studi trasse Donna brigante che veglia il sonno del marito attualmente presso il Kunstmueum di Saint-Gailen. Nel 1821 Robert Léopold fu per la prima volta a Napoli e rimase affascinato dai costumi e dagli usi e dagli abitanti di queste contrade tanto da dedicarsi a ritrarre scene di genere, nel 1822 cominciò ad esporre regolarmente ai Salons e chiamò presso di se il fratello Aurèle, incisore, che compilò un volume di ben settan­tatrè riproduzioni all’incisione delle opere di Robert Léopold. Nel 1825 l’artista fu nuovamente a Napoli. Nel 1832, dopo un breve soggiorno a Firenze si trasferì a Venezia ove rimase sino alla morte avvenuta per suicidio nel 1835. Sue opere da ricordare sono: Improvvisatore napoletano eseguita su commissione del duca d’Orléans; Il ritorno dalla festa della Madonna dell’Arco presentata al Salon del 1827 nel quale l’artista cerca di elevare la sua pittura popolare a quadro di storia; I mietitori nelle paludi pontine; La sepoltura di un figlio primogenito di contadini romani entrambe esposte al Salon del 1831, ambedue le opere furono riprodotte come incisioni su lastra di rame; Donna d’Ischia disperata per il naufragio del marito eseguita nel 1828 e Partenza dei pescatori dell’Adriatico eseguita nel 1834.

Roberto Rinaldi

“Pittori a Napoli nell’Ottocento”, Libri&Libri ed. – Napoli, 2001

mietitori nelle Paludi Pontine

JOSEPH-ROSE LEMERCIER

Parigi, 1803 – 1887

Joseph-Rose Lemercier nacque a Parigi nel 1803 e divenne uno dei più importanti stampatori e litografi francesi del XIX secolo. Fin da giovane si avvicinò al mondo della stampa artistica, specializzandosi nella litografia, una tecnica relativamente nuova all’epoca che permetteva di riprodurre immagini con grande precisione e diffusione. Nel corso della sua carriera fondò una tipografia che sarebbe diventata una delle più celebri di Parigi, la Lemercier, rinomata per l’altissima qualità delle sue stampe artistiche e per l’uso innovativo delle tecniche di riproduzione. Il suo laboratorio collaborò con numerosi artisti e illustratori dell’epoca, contribuendo alla diffusione di opere grafiche, manifesti, illustrazioni e riproduzioni d’arte in tutta Europa. Durante la metà dell’Ottocento la sua impresa raggiunse un grande prestigio nel settore editoriale e artistico, diventando un punto di riferimento per la stampa litografica e cromolitografica, tecniche fondamentali per la produzione di immagini prima dell’avvento della fotografia diffusa. Grazie alla sua abilità tecnica e alla capacità imprenditoriale, Lemercier riuscì a modernizzare i processi di stampa e a promuovere la litografia come mezzo artistico e commerciale di grande valore. La sua attività contribuì in modo significativo allo sviluppo dell’editoria illustrata e della grafica pubblicitaria nella Francia del XIX secolo. Joseph-Rose Lemercier morì nel 1887, lasciando un’eredità importante nel campo della stampa artistica e dell’industria tipografica, e il suo nome rimase legato alla storia della litografia e alla diffusione delle immagini stampate nell’Europa dell’Ottocento.

 

MarcianoArte, galleria d’arte e cornici, Napoli 

Salvatore Marciano

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