Autore:SAINT NON ( Richard J. Claude )
Disegnatore:Hubert ROBERT (1733 - 1808)
Incisione:Carl Wilhelm WEISBROD (1743 - 1806) e Julien LE ROY (1724 - 1803)
Editore:Clousier
Tecnica:Acquaforte acquerellata
Periodo:1820 Parigi
Misure:35 x 50 cm circa
Soggetto:Posillipo

Stampa antica acquerellata di Jean Claude Richard de Saint-Non, disegnatore Hubert Robert e incisori Weisbrod e Le Roy, intitolata Costa di Posillipo, incisione realizzata su foglio di formato 35×50 cm circa, che raffigura una suggestiva veduta panoramica della costa napoletana osservata da un punto sopraelevato nei pressi della grotta di Posillipo. Attraverso un segno elegante e una raffinata costruzione prospettica, Saint-Non offre una rappresentazione accurata del territorio, in linea con la tradizione illustrativa del Grand Tour e del vedutismo tra XVIII e XIX secolo.
L’incisione acquerellata è tratta dalla seconda edizione dell’opera “Voyage pittoresque ou description des royaumes de Naples et de Sicile” dell’Abate di Saint Non, Jean Claude Richard (1727 – 1791), pubblicata a Parigi nel 1820
Jean Claude Richard, abbate di Saint-Non, nacque a Parigi nel 1727 in una famiglia legata alla corte e al mondo artistico. Dopo aver studiato teologia e giurisprudenza, intraprese inizialmente la carriera giuridica, ma negli anni giovanili maturò anche una forte passione per il disegno e l’incisione.
Dopo la morte del padre ereditò il feudo di Saint-Non e divenne suddiacono di Notre-Dame. Per le sue posizioni politiche fu esiliato a Poitiers tra il 1753 e il 1758: proprio in questo periodo si dedicò intensamente allo studio dell’arte incisoria. Dimessosi dagli incarichi pubblici, ottenne l’abbazia di Pothières, che gli garantì stabilità economica.
Nel 1759 intraprese il primo viaggio in Italia, visitando Roma, Napoli e altre città, e stringendo amicizia con artisti come Fragonard e Hubert Robert. Affascinato dall’arte e dalle antichità italiane, tornò più volte nel Sud Italia con l’obiettivo di documentarne i monumenti e i paesaggi.
Rientrato a Parigi, pubblicò numerose serie di incisioni, sperimentando anche la tecnica dell’acquatinta. La sua fama gli permise di avviare, negli anni Settanta, un grande progetto editoriale dedicato alla Svizzera e all’Italia, che in seguito si concentrò soprattutto sul Regno di Napoli e sulla Sicilia.
Tra il 1781 e il 1787 prese forma il suo capolavoro, il Voyage pittoresque ou description des Royaumes de Naples et de Sicile, realizzato con la collaborazione di oltre cento artisti. L’opera, composta da centinaia di incisioni, ebbe grande successo in Francia e all’estero e rappresentò una delle più importanti imprese editoriali del suo tempo.
Negli ultimi anni sostenne con moderazione le idee della Rivoluzione francese, contribuendo economicamente all’Assemblea Nazionale. Morì a Parigi nel 1791, lasciando al fratello il compito di continuare la diffusione del Voyage pittoresque.
Allievo alla scuola di Michelangelo Slotz, nel 1754 andò a Roma al seguito del conte di Stainville, futuro duca di Choiseul, ambasciatore di Francia. Grande ammiratore di Pannini, di Piranesi e di Locatelli, incontrò nel 1756 Fragonard e nel 1759 Saint-Non, col quale fece un viaggio a Napoli l’anno successivo. Pensionnaire all’Accademia di Francia dal 1759, lavorò spesso in compagnia di Fragonard nei dintorni di Roma, ma fondamentale fu il suo sodalizio con Piranesi, col quale condivise sedute di lavoro, a Roma e nei suoi dintorni. Le Vedute di Cori di Hubert Robert del 1763 ricordano da vicino le Antichità di Cora di Piranesi edite nel 1764. L’autore delle Carceri trasmise all’artista francese quel tanto di visionario che trasfigura nelle sue vedute reali – e non solo quelle eseguite a Roma – secondo dimensioni oniriche, ancor più evidenti nelle composizioni immaginarie nelle quali le piccole figure in lunghe teorie hanno la sola funzione di sottolineare il gigantismo delle architetture, che acquistano una spazialità inquietante. Al suo ritorno a Parigi nel 1765, Robert trionfò nel Salon del 1767, in particolare con il suo lavoro di ammissione all’Accademia (Porto di Roma, 1766 – Louvre). Fino al 1775 utilizzò soprattutto i disegni portati dall’Italia collaborando con Saint-Non nella raccolta di fogli per la pubblicazione de Le Voyage pittoresque ou description du royaume de Naples et de Sicile, e che gli consentirono di produrre pannelli decorativi per vari acquirenti parigini. Divenne disegnatore dei giardini reali
e dal 1770 al 1808 produsse un prestigioso complesso di vedute di Parigi che molto devono a Piranesi, accumulando, descrivendo, modificando, variando, unendo, accostando o sopprimendo a proprio piacimento edifici e personaggi, dettagli e proporzioni, in opere dove la fantasia e la realtà si confondono. Divenuto nel 1784 custode dei quadri del Museo reale, continuò ad eseguire i suoi paesaggi di rovine italiane. Nel 1793-94 a seguito della Rivoluzione, venne imprigionato. Dopo Termidoro, fece parte, come Fragonard, della commissione del Conservatorio, poi di quella del Museo (1795-1802). Nella seconda metà del secolo la sua opera rappresenta dunque uno degli esempi più brillanti e validi dei quadri di soggetto architettonico, rimessi in auge da Pannini; ciò fu dovuto certamente al suo rapporto di amicizia con Fragonard, e alla sua esperienza in Italia a fianco di Piranesi.
Posillipo è una zona affascinante e pittoresca di Napoli, situata a ovest del centro. La storia di Posillipo risale all’epoca greca e romana, con rovine e strutture antiche ancora visibili oggi nel Parco Archeologico di Pausilypon. Quest’area è caratterizzata da una penisola rocciosa di circa 6 km di lunghezza, circondata da scogliere con piccole insenature e comunità nominate come l’Isola di Gaiola e Marechiaro. La presenza di queste rovine e strutture antiche offre ai visitatori l’opportunità di immergersi nella storia e di apprezzare il patrimonio culturale della regione. Ad esempio, le rovine della Villa dei Pisoni, meglio conosciuta come Villa Rosebery, raccontano storie affascinanti dell’epoca romana e della vita lussuosa che si svolgeva in questo luogo secoli fa.