Autore:MORGHEN Filippo
Disegnatore:Ignace VERNET (1726 - 1775)
Incisione:Filippo MORGHEN (1730 - 1807)
Editore:
Tecnica:Acquaforte
Periodo:Sec. XVIII - Napoli
Misure:55,5 x 62,5 cm
Soggetto:Vesuvio

Stampa antica di Filippo Morghen raffigurante il corso della lava del Vesuvio durante l’eruzione del 1751, Atrio del Cavallo, incisione all’acquaforte su rame su foglio formato 55,5 × 62,5 cm.
“Tratta da un dipinto di Ignace Vernet e dedicata alla famiglia di Tomaso Vorslevy, il punto di vista è posto alle pendici del Monte Faito, escludendo però dalla visuale Castellammare di Stabia e la Torre di Rovigliano, visibili invece nella veduta del Galiani. Il disegno rivela intenti esclusivamente scientifici, come dimostra la descrizione puramente indicativa dei centri abitati e delle principali emergenze architettoniche, fatta eccezione per Torre Annunziata, in primo piano, della quale l’autore evidenzia la torre e la porta d’ingresso alla città. Nella legenda sono indicati, in funzione del percorso delle colate laviche, numerosi toponimi di luoghi, edifici e persino osterie.”
Filippo Morghen, nato a Firenze intorno al 1730, apprese i primi rudimenti del disegno dal fratello maggiore. Successivamente si trasferì a Roma, dove soggiornò per circa sette anni perfezionando la propria formazione artistica. Già durante il periodo fiorentino realizzò i ritratti di alcuni membri della famiglia Medici destinati all’edizione curata da Giuseppe Allegrini, pubblicata nel 1761. In seguito collaborò con il figlio Raffaello alla riproduzione di numerose sculture dei Profeti eseguite da Baccio Bandinelli per il coro della Cattedrale di Firenze, oltre alla tomba di Michelangelo nella basilica di Santa Croce.
Nel 1752 si trasferì a Napoli, dove giunse insieme a Giovanni Elia su invito del re Carlo di Borbone per partecipare alla grande impresa editoriale delle Antichità di Ercolano. Nella città partenopea conobbe e sposò la figlia del pittore di corte Francesco Liani e vi trascorse il resto della sua vita, collaborando intensamente con la Stamperia Reale, una delle più attive officine editoriali del tempo. In questo contesto instaurò un rapporto di proficua collaborazione con l’architetto Luigi Vanvitelli, che nel 1756 gli affidò l’esecuzione dei ritratti dei sovrani destinati alla Dichiarazione dei disegni del Reale Palazzo di Caserta (Napoli, 1756). Lo stesso Vanvitelli gli commissionò inoltre, insieme a Carlo Nolli, i rami per un volume celebrativo delle nozze tra Ferdinando di Borbone e Maria Carolina d’Austria, progetto che tuttavia rimase inedito.
Tra le incisioni realizzate per le Antichità di Ercolano spicca il ritratto di Carlo di Borbone, tratto da un disegno di Camillo Paderni e posto in apertura di diversi volumi. Nonostante la buona reputazione raggiunta, Morghen visse spesso in condizioni economiche difficili e nel 1763 e nel 1766 presentò due suppliche per ottenere un assegno mensile, poiché il compenso della Stamperia Reale dipendeva esclusivamente dal lavoro effettivamente svolto.
Parallelamente a tali attività pubblicò opere autonome, tra cui la Raccolta delle cose più notabili vedute dal cavaliere Wild Scull e dal signor de la Hire nel loro viaggio dalla Terra alla Luna (1764-1772), considerata il suo capolavoro. Nel 1769 diede alle stampe anche le quaranta tavole delle Antichità di Pozzuoli, Baja e Cuma, dedicate alla Society of Encouragement of Arts, Manufactures and Commerce. L’opera ebbe notevole successo e fu ristampata nel 1803 e nel 1816, con l’aggiunta di nuove tavole e la collaborazione dei figli Raffaello e Antonio.