Renato Criscuolo, Figura

Autore:CRISCUOLO RENATO

N. - M. :Napoli, 1954

Tecnica:Dipinto su tavola

Misure:50 x 40 cm

Anno:2024

Classificazione: Figurativi, Moderni, Altre Tecniche

Note Critico - Biografiche

Renato Criscuolo

Napoli, 1954

 

 

Figura

 

Opera di Renato Criscuolo, intitolata Figura, dipinto su tavola, dimensioni 50 × 40 cm, raffigurante una giovane donna colta di profilo in un momento di quieta introspezione. La figura femminile indossa un abito chiaro dalle spalle scoperte ed è impreziosita da grandi orecchini dorati e da un nastro rosso tra i capelli, elemento cromatico che introduce una nota vibrante nella composizione.
Dipinto su tavola, 50 x 40 cm del 2024

Opera raffigurante una giovane donna colta di profilo in un momento di quieta introspezione. La figura femminile indossa un abito chiaro dalle spalle scoperte ed è impreziosita da grandi orecchini dorati e da un nastro rosso tra i capelli, elemento cromatico che introduce una nota vibrante nella composizione.
Il volto è reso con una pittura morbida e luminosa che mette in risalto l’incarnato rosato e l’espressione raccolta e malinconica dello sguardo rivolto verso destra. Accanto alla figura compare un mazzo di fiori chiari, che dialogano armonicamente con le tonalità calde e terrose dello sfondo.

L’opera è firmata “R. Criscuolo” in basso a sinistra.

 

RENATO CRISCUOLO – PROFILO BIOGRAFICO E CRITICO

Renato Criscuolo è una delle voci più riconoscibili e suggestive della pittura figurativa contemporanea in Italia. La sua ricerca si colloca in un equilibrio originale tra modernità e tradizione, in cui la figurazione classica viene riletta attraverso una sensibilità impressionista personale e costantemente orientata all’espressione emotiva. Presente su riviste specializzate e in importanti collezioni private e pubbliche, Criscuolo ha costruito nel tempo un percorso coerente, fondato sullo studio dei grandi maestri del passato e sulla conquista progressiva di un linguaggio autonomo.

Gli esordi sono caratterizzati da una pittura dai toni caldi e soffusi, in cui il colore diventa subito elemento centrale della composizione. Con il passare degli anni, la sua tavolozza si schiarisce, le superfici si fanno più luminose e trasparenti, fino all’abbandono del chiaroscuro accademico a favore di una visione limpida, costruita per delicate variazioni tonali. Seguendo la lezione impressionista, la pennellata si allarga, si fa franca e cristallina, nel tentativo di affermare una personalità pittorica sempre più riconoscibile.

Nato a Napoli, Criscuolo ha vissuto fin dalla giovinezza il peso delle contraddizioni sociali e umane della sua terra, elementi che hanno inciso profondamente sulla prima fase della sua produzione, segnata da atmosfere cupe e da un sentimento di pessimismo. In seguito, con la maturità, la sua pittura si apre a cromatismi più irradianti, a paesaggi marini e vedute serene, pur conservando sempre una sottile vena malinconica, che diventa il sottofondo emotivo costante della sua opera.

Giovanissimo si avvicina non solo alla pittura ma anche alla musica. Il soggiorno a Parigi, dedicato allo studio delle avanguardie storiche, rappresenta un momento decisivo della sua formazione. Da quell’esperienza nascono le prime “invenzioni” in cui ritmo, luce, colore e timbro assumono un ruolo strutturale. La scoperta del principio delle dissonanze musicali lo conduce a liberare il colore da rigide relazioni tonali, trasformandolo in puro timbro espressivo. Da qui prende avvio una lunga ricerca, protrattasi fino alla fine degli anni Novanta, centrata sulla semantica del gesto, della luce e della materia pittorica.

Nella sua pittura il cromatismo prevale spesso sul disegno. Il colore coglie direttamente gli effetti luminosi, fissando sulla tela le sensazioni dell’artista di fronte alla realtà urbana, industriale o naturale, che viene ridotta all’essenziale per lasciare spazio alla pastosità della materia e alla lucentezza delle tinte. Le sue composizioni sono costruite con grande attenzione all’impaginazione, alla qualità della luce e all’equilibrio delle superfici, in cui ogni pennellata, anche la più rapida, rivela sempre un disegno sotteso e consapevole.

La soggettività dell’artista resta centrale: le emozioni non sono mai nascoste, ma emergono attraverso contrasti di luce e ombra, colori intensi, superfici ora uniformi ora irregolari, in un continuo dialogo tra uomo e spazio. La pittura cessa così di essere semplice rappresentazione e diventa stato d’animo, atmosfera, sentimento. Davanti a un’opera di Criscuolo lo sguardo si amplia fino a suggerire altre percezioni: suoni, silenzi, profumi, nostalgie, intermittenze emotive che rivelano l’intimità profonda del pittore e la sua padronanza della tela.

Nel corso degli anni più recenti, Criscuolo si è progressivamente riappropriato della pittura e del colore in piena libertà, lontano da vincoli ideologici, con un atteggiamento aperto alla rigenerazione e alla catarsi, sempre teso alla ricerca di nuove emozioni e atmosfere.

È presente su diverse riviste specializzate, tra cui Arte Moderna (Mondadori, nn. 38 e 39) e L’Élite (Selezione Arte Italiana 2003). Ha esposto in numerose città italiane ed estere, con referenze in Italia presso, tra gli altri, Meeting Art di Vercelli, GAM di Catania, Galleria Tigullio di Rapallo, Galleria San Marco di Stresa, La Ghirlandina di Modena, 7ettanta6ei Art di Milano, Marciano Arte di Portici, e all’estero presso C. Cook Designs a Londra, Greenbaum a New York, Altri Tempi a Santo Domingo, oltre a esposizioni in Texas e in Scozia.

 

 

 

Marciano Arte, galleria d’arte e cornici, Napoli

 

 

Salvatore Marciano

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