Modella

Autore:BRESCIANI ANTONIO

N. - M. :Napoli, 1902 - 1998

Tecnica:Sanguigna su carta

Misure:40 x 40 cm

Classificazione: Figure, Altre Tecniche, Figurativi, Classici

Note Critico - Biografiche

ANTONIO BRESCIANI

Napoli, 1902 – 1998

 

Si diplomò giovanissimo all’Accademia di Belle Arti di Napoli, iniziando un’intensa attività artistica. Presente alla Biennale di Venezia fin dal 1930 e alle prime quattro edizioni della Quadriennale romana, ha partecipato alla Mostra d’arte della vita del Mezzogiorno d’Italia (Roma 1953), al Maggio di Bari, al Premio Michetti, alla Mostra internazionale di Lugano, alla Mostra dell’Arte moderna in Italia a Firenze.

Bresciani, pittore di fiori e di fragranti nature morte, di paesaggi, ma soprattutto pittore di bambine e di fanciulle. Talvolta visi sorridenti in sogno, talvolta bambine agghindate con una gonna da ballerina; talvolta fanciulle che per la prima volta si mirano nello specchio, e giovinette assorte a puntarsi un fiore o a pettinarsi nella quieta stanzetta. La sua vena è quella del canto e di una soave intimità familiare: in una sorta di casto gineceo.

Bresciani è un erede, e non piccolo di Spadini. La sua tavolozza non è quella dell’impressionismo spadiniano, vissuto all’aria aperta: ha le tonalità del chiuso nel rifugio familiare, in una penombra pomeridiana, sulla gamma delle terre rosse e dei grigi e dei bruni. È uno Spadini un po’ crepuscolare, dalla contemplazione sommessa, ed una dolce malinconia sembra sia la compagna di queste figure affacciate alla contemplazione dell’elegia.

Alla sua pittura, legata alla tradizione per affettuosità di temi, di lirismo elegiaco, e che trae accordi di una soavità intensa, bisogna guardare con attenzione. (O. Vergani)

Antonio Bresciani è quel che si dice un gustoso colorista, nella migliore tradizione napoletana: colori caldi e affettuosi, dorati e patetici. È un artista che ama la realtà sentimentale e nelle sue cose mette un’aria dolce con scintillii quieti, ma intensi. (L. Borgese)

 

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Frequenta l’Istituto d’Arte di Napoli e successivamente l’AA.BB. dove si diploma nel 1925 sotto la guida di Vincenzo Volpe. Il suo cammino espositivo inizia nel 1924 con la presentazione del dipinto “L’Emigrante” all’Art School di New York, dove vince il premio destinato alla categoria allievi; nel 1925 prende parte a una collettiva della Galleria Corona di Napoli presentando “Ritratto di mia madre”. Nel 1927 è presente alla Mostra d’Arte Meridionale a Roma nelle sale della Casina Valadier. Fa parte del gruppo degli Ostinati e si unisce al gruppo Ciardo, Lalli, Rispoli, Priscindaro, Buonoconto, Mercadante, Uva e Striccoli che in una mansarda di Via Cesare Rossaroll a Napoli diedero vita al Quartiene Latino. Nel 1930 è alla Biennale di Venezia con “Mezza figura” e “Napoletana”. Nel 1932 terrà presso la galleria Giosi la sua prima mostra personale.

Dal 1942 ha occupato la cattedra della scuola libera di nudo presso l’Accademia di BB.AA. di Napoli.

La pittura di Bresciani è stata accostata a quella di A. Spadini e Degas; la figura femminile resta tra i suoi temi preferiti anche se, a partire dagli anni ’50 la sua ricerca pittorica si arricchisce di un nuovo elemento: il manichino. Anche le nature morte hanno un ruolo importante nella sua produzione. Dopo aver preso parte alle principali mostre nazionali, alla soglia dei settant’anni parteciperà alle iniziative di poche gallerie napoletane. Continuerà a lavorare nella sua città fino a novant’anni nonostante i problemi alla vista dovuti all’età.

 

 

 

 

MarcianoArte, galleria d’arte e cornici, Napoli

Salvatore Marciano

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