Luigi Crisconio, Paesaggio

Autore:CRISCONIO LUIGI

N. - M. :Napoli, 1893 - Portici, 1946

Tecnica:Olio su tavola

Misure:41,5 x 56 cm

Anno:1936

Classificazione: Paesaggi, Figurativi, Oli, Classici, Antichi

Note Critico - Biografiche

LUIGI CRISCONIO

Napoli, 1893 – Portici, 1946

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Paesaggio

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luigi crisconio
Luigi Crisconio, olio su tavola 41,5×56 cm del 1936

 

 

 

 

Biografia

Luigi Crisconio è nato a Napoli nel 1893 e morto a Portici nel 1946. La sua formazione artistica è autonoma rispetto alle scuole pittoriche dell’ultimo Ottocento, in un ambito di modernità sulle esperienze attuali della pittura europea, dagli impressionisti a Pablo Picasso. Iniziò giovanissimo la vita artistica e fu circondato sempre dall’incomprensione e dall’ostilità, ma non si scoraggiò mai. Egli si autodefiniva “operaio della pittura”. Dal 1920 espose in numerose mostre personali e alle Biennali veneziane; alla Quadriennale romana del 194.8 figuravano: “La montagna di Camaldoli”, “Casa Rossa”, Nudo”, “Testa di bimbo”, “L’estate”, “Il pastore”, “Bagnante alla Marina Piccola”, “Marina di Meta”. Nel gennaio del 1958 la Galleria Bissolati di Roma gli allestiva una postuma.

A. M. Comanducci 

(Edizione del 1962)

 

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Luigi Crisconio

La grande personalità di Luigi Crisconio abbraccia un arco assai ampio nella storia delle arti figurative del Mezzogiorno. Egli sebbene ufficialmente non sia mai stato considerato tale, è, di fatto, il protagonista assoluto della pittura napoletana dal 1920 al 1946 epoca in cui, a soli 54 anni, improvvisamente morì.

Rappresenta insieme ad Emilio Notte la spinta più forte e significativa al rinnovamento della pittura a Napoli. Artista di sicuro talento e di ferme convinzioni, Crisconio ha respinto ogni tipo di lusinga legata alla tradizione per dar vita a opere dense di contenuto e lontane da ogni piacevolezza.

Renato Guttuso, tra le altre cose, disse di lui: “… Luigi Crisconio è un pittore semplice. Perciò è difficile. Perciò al nostro occhio “moderno” può passare quasi inosservato. […] Luigi Crisconio è una voce di cui va dato conto, nella pittura dei primi quaranta anni di questo secolo, ed è una voce più forte di altre, più pura e più vera, anche se non fu futurista, metafisico o altro, ma solo un vero pittore, legato agli uomini che conosceva, alla terra, alle cose, al paesaggio che conosceva”.

 

 

 

 

 

 

 

Marciano Arte galleria e cornici, Napoli

Salvatore Marciano

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