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TURPIN de Crissè Vue prise a Capo di Monte

Autore: TURPIN de Crissè
Disegnatore: Lancelot Théodore TURPIN de Crissè (1782 - 1859)
Incisore: Charles Nicolas RANSONETTE (1793 - 1877)
Editore: Chez l'Auteur
Tecnica: Incisione su acciaio
Periodo: 1828
Misure: 21 x 25,5 cm (foglio 30 x 43 cm)
Soggetto: Napoli
Prezzo: 250
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Note Critico - Biografiche

Bella incisione all'acquaforte e bulino su acciaio di Turpin de Crissè tratta dal suo "Souvenirs du Golfe de Naples" raffigurante una veduta di tutta la città e del Golfo di Napoli presa da Capodimonte, con Castel Sant'Elmo sulla destra, Capri e la Costiera Sorrentina.

1. INTRODUZIONE.   Lancelot Theodore Turpin de Crissé (Parigi, 1782-1859), scrittore, litografo e pittore compì tre viaggi di studio in Italia nel 1808, 1818 e nel 1824. Le opere frutto dei primi due viaggi furono esposte al "Salon" di Parigi nel 1809 e nel 1819; mentre, quello del 1824, una volta completate le sue impressioni di viaggio e arricchiti i suoi album di disegni, lo portò alla pubblicazione dei "Souvenir…", in cui descrive e illustra la città di Napoli, i suoi dintorni e le sue isole, dando la preferenza a luoghi, monumenti e paesaggi poco noti o dimenticati.

frontespizio-turpin

2. PROSPETTO DELL'OPERA (IN ITALIANO).   [Testo originale I parte]  Scrivere di nuovo sull’Italia, e offrire al pubblico una gamma completa di paesaggi e monumenti; descrivere i luoghi di molti viaggi, luoghi tante volte esplorati; confutare gli errori di alcuni geologi, combattere gli antiquari, criticare gli architetti, probabilmente sembra una grande audacia quella di un autore che non poteva giustificare il loro business essendo venuto in contatto col sapere più raro e il gusto più fine. [//]

È un progetto meno ambizioso e più facile; un compito che l'autore crede di poter svolgere senza troppa presunzione. Limitando le sue analisi al Golfo di Napoli, dopo aver fedelmente riportato alcuni dei luoghi più suggestivi di questo ricco paese, cerca di rendere le proprie impressioni, descrivendo quello che ha visto, semplicemente, e nel linguaggio figurativo del Paesaggio.

Il desiderio di incoraggiare l’incisione in Francia, formando giovani artisti, e di combattere il predominio, fino ad oggi, degli inglesi nell’incisione del paesaggio, è stato l'obiettivo di questa azienda. Se alcune tavole di questa collezione non raggiungono l'armonia, la dolcezza di lavori analoghi eseguiti in Inghilterra, si riconoscerà almeno una definizione del disegno, una fermezza di tocco, una realtà di fatto, e si può attribuire a quella ingenuità che non troviamo nelle composizioni romantiche e nei piacevoli accorgimenti dei paesaggi inglesi.

[Testo originale II parte]  Il libro, inciso all’acquaforte e bulino, verrà stampato nel formato in-folio piccolo, e sarà composto da trentasei lastre di ventuno per venticinque cm, precedute da un frontespizio e due cartine, più dieci vignette poste alla fine di ogni capitolo. Le vedute saranno accompagnate da un testo descrittivo diviso in dieci fascicoli con cadenza mensile dal 1 ° novembre 1828. Per garantire questa regolarità, troppo spesso promessa agli abbonati, e raramente mantenuta, è stata stabilita la realizzazione di tutte le incisioni, così come la stampa di tutta la pubblicazione, prima della diffusione e della consegna; la Raccolta sarà completa quando sarà disponibile il primo numero, e ogni Sottoscrittore può scegliere di acquisire l'intera opera o ritirare mensilmente il proprio fascicolo.

La maggior parte delle tavole è già completata, e le prime prove si possono vedere oggi stesso da Mr. Chaillou-Potrelle, Stampatore; l'indice finale degli argomenti e il numero di tavole con la loro ripartizione per la consegna, il nome degli incisori alle dipendenze del Conte Turpin de Crisse, si è fatto tutto per soddisfare e tutelare i Sottoscrittori e tenere il progetto lontano da tutto ciò che potrebbe apparire come ciarlataneria, o semplicemente interesse personale.

3. PROSPETTO (IN LINGUA ORIGINALE).   Essayer d'écrire de nouveau sur l'Italie, et d'offrir au public une suite complète de ses paysages ou de ses monuments; décrire des lieux tant de fois parcourus, tant de fois explorés; réfuter les erreurs de certains géologistes, combattre des antiquaires, critiquer des architectes, paraìtrait sans doute une grande témérité de la part d'un auteur qui ne pourrait justifier son entreprise par la réunion du savoir le plus rare et du goût le plus judicieu. Il est un cadre moins ambitieux et plus facile à remplir; il est une tache dont l'auteur de ces essais a cru pouvoir s'acquitter sans trop de présomption. En bornant ses courses autour du Golfe de Naples, après avoir fidèlement copié quelques uns des sites les plus pittoresques de ce riche pays, il a essayé de rendre ses impressions; il a raconté ce qu'il a vu, simplement, et dans la langue du Paysagiste. Le désir d'encourager en France la gravure au burin, en y formant de jeunes artistes, et celui de lutter avec les Anglais, si supérieurs à nous, jusqu'à présent, dans la gravure du paysage, ont été le but de cette entreprise, qui n'a rien de commercial ou d'industriel. Si quelques unes des planches, dont se compose ce recueil, n'atteignent pas à l'harmonie, à la suavité des ouvrages du même genre exécutés en Angleterre, on y reconnaìtra du moins une correction de dessinai, une fermeté de touche, une vérité d'effet, et pour ainsi dire une ingénuité locale, qui ne sauraient se trouver dans les compositions romantiques, et les agréables supercheries des paysagistes anglais.L'ouvrage que l'on annonce, gravé à l'eau forte et au burin, sera imprimé sur quart de colombier, format petit in-folio, et se composera de trente-six planches de cinq et de sept pouces, précedées d'un frontispice et de deux cartes, plus dix vignettes ou culs-de-lampes placés à la fin de chaque promenade. Cette suite de vues sera accompagnée d'un texte divisé en dix livraisons, qui paraìtront régulièrement de mois en mois, à dater du 1 novembre 1828. Pour assurer cette régularité, trop souvent promise aux Souscripteurs, et bien rarement obtenue, on s'est déterminé à faire achever la gravure entière des planches ainsi que l'impression et le tirage, avant la publication de la primere livraison; la Collection sera done complète lorsque le premier cahier paraìtra, et chaque Souscripteur pourra à son choix la prendre entière, ou la retirer par livraison de mois en mois. Déja la plus grande partie des planches est achevée, et les premières épreuves peuvent se voir dès aujourd'hui chez M. Chaillou-Potrelle, M d'Estampes; enfin, la notice ci-jointe indiquant les sujets et les numéros des planches, avec leur répartition par livraisons, et le nom des graveurs employés par 1e Conte Turpin, on croit avoir pris tous les moyens de satisfaire les Sonscripteurs, et s'ètre completèment éloigné de tout ce qui peut ressembler à du charlatanisme, ou simplement à du calcul personnel.

4. SCHEDA BIOGRAFICA.   Lancelot-Théodore Turpin de Crissé nasce a Parigi il 6 luglio 1782 da una distinta famiglia di militari ed eredita dal padre l'amore per la pittura e per il collezionismo. Nel 1806 partecipa per la prima volta al  Salon di Parigi esponendo un Addio di René, soggetto romantico tratto dal romanzo di Chateaubriand, ed una Veduta del Tempio di Minerva ad Atene, andata poi dispersa. Ben accolto alla corte di Napoleone diviene nel 1809 ciambellano dell'imperatrice Giuseppina al cui seguito, nel 1810,  si recherà in Svizzera ed in Savoia. Da questi viaggi ritorna con un album di 33 disegni a seppia che rivelano una deliziosa sensibilità verso la natura. I suoi paesaggi furono da subito molto apprezzati e spesso acquistati dalla stessa Imperatrice. Nel 1816 è eletto socio dell'Académie des Beaux-Arts e successivamente membro della commissione per le belle arti e del Conseil des Musées. Nei successivi viaggi in Svizzera, nel 1816, e poi due volte in Italia, nel 1818 e nel 1824, si dedica completamente allo studio del paesaggio e dell'antichità, rivelando anche un particolare interesse verso il valore estetico degli oggetti antichi. Nel 1818 conosce Ingres a Roma, che gli fa un ritratto a matita e con lui, nel 1825, progetta la preparazione dell'album per l'incoronazione di Carlo X, mai realizzato a causa della rivoluzione del 1830. Da questa data riprende a dipingere ed espone regolarmente fino al 1835 paesaggi e vedute architettoniche al Salon di Parigi. Le sue opere rivelano una grande padronanza nel disegno, che si raffinò sempre più durante i suoi viaggi in Italia, Svizzera ed Inghilterra. I suoi disegni sono classici e  mostrano l'influenza del romanticismo nell'uso della luce, mentre le litografie sono più libere nello stile e ricche di dettagli pittoreschi. Nel 1828 pubblicò i Souvenirs du Golfe de Naples, raccolta di 47 disegni eseguiti durante i viaggi in Italia nel 1808, 1818 e 1824 e incisi da diversi litografi. Dopo il 1835 si dedicò completamente alla sua ricca collezione, che lasciò, alla sua morte avvenuta a Parigi nel 1859, alla città di Angers. (P.R.)

 

Chateaubriand scrisse un epigrafe per il libro:

"Un momento è sufficiente al pittore di paesaggi per abbozzare un albero,
immortalare una veduta, disegnare un rudere, ma gli anni interi
sono troppo brevi per studiare i costumi degli uomini e approfondire le scienze e le arti "

(Chateaubriand)

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