ROBERT Leopold Luis La fete a la Madone - La fiesta de N.ra Senora
Note Critico - Biografiche
Acquatinta con personaggi in costume d'epoca che si avviano alla festa della Madonna dell'Arco, da un noto dipinto di Leopold Luis Robert (1791 - 1835), edita a Parigi dalla celebre casa editrice Goupil & C.
LEOPOLD LUIS ROBERT (Chaux de Fonds, 1791 – Venezia, 1835)
Figlio di un orologiaio apprese i primi rudimenti dell’arte nel suo paese natale. Nel 1810 si recò a Parigi e frequentò l’Accademia; nel 1812 entrò nello studio del David come suo allievo. Incoraggiato dal maestro partecipò più volte al Grand Prix de Rome nella categoria dell’incisione su rame senza mai riuscire ad aggiudicarselo. Nel 1816 lasciò Parigi e fece ritorno al suo paese dedicandosi esclusivamente alla pittura. Nel luglio del 1818, grazie alla generosità di un suo mecenate Roulet de Mèzerac, potete finalmente recarsi a Roma ove entrò in contatto con la moltitudine di artisti stranieri che soggiornavano in quella città. La sua prima produzione è dédicata soprattutto alla ritrattjstica ed alle scene d’interni alla maniera del Granet. Sono di questo periodo Interno della sacrestia di San Giovanni in Laterano, eseguito nel 1819 ed attualmente presso il Musée d’Art et d’Histoire di Ginevra e Interno di un cortile a Roma con un pellegrino che fa baciare delle reliquie a dei bambini che risente dell’influsso del Pinelli. Dopo il 1820 ebbe la possibilità, insieme ad altri artisti, di ritrarre una moltitudine di briganti arrestati ed incarcerati nelle prigioni di Termini e da numerosi studi trasse Donna brigante che veglia il sonno del marito attualmente presso il Kunstmueum di Saint-Gailen. Nel 1821 fu per la prima volta a Napoli e rimase affascinato dai costumi e dagli usi e dagli abitanti di queste contrade tanto da dedicarsi a ritrarre scene di genere, nel 1822 cominciò ad esporre regolarmente ai Salons e chiamò presso di se il fratello Aurèle, incisore, che compilò un volume di ben settantatre riproduzioni all’incisione delle opere di Leopold. Nel 1825 l’artista fu nuovamente a Napoli. Nel 1832, dopo un breve soggiorno a Firenze si trasferì a Venezia ove rimase sino alla morte avvenuta per suicidio nel 1835. Sue opere da ricordare sono: Improvvisatore napoletano eseguita su commissione del duca d’Orléans; Il ritorno dalla festa della Madonna dell’Arco presentata al Salon del 1827 nel quale l’artista cerca di elevare la sua pittura popolare a quadro di storia; I mietitori e La sepoltura di un figlio primogenito di contadini romani entrambe esposte al Salon del 1831, ambedue le opere furono riprodotte come incisioni su lastra di rame; Donna cl’Ischia disperata per il naufragio del marito eseguita nel 1828 e Partenza dei pescatori dell’Adriatico eseguita nel 1834.
(“Pittori a Napoli nell’Ottocento”, di Roberto Rinaldi, Libri&Libri ed.)
