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Le stampe antiche

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La Bella Vincenzo Carnevale a Piazza San Marco a Venezia

Titolo: Carnevale a Piazza San Marco a Venezia
Tecnica: Olio su cartone
Misure: 50 x 70 cm
N-M: Napoli, 1872 - 1954
Classificazione: Figure, Classici, Figurativi, Oli.
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Note Critico - Biografiche

VINCENZO LA BELLA

Napoli, 1872 - 1954

la-bella-carnevale

 

Compì i suoi studi presso l’Istituto di Belle Arti di Napoli avendo per maestri il Toma ed il Morelli. Sul finire del secolo si recò a Parigi in cerca di lavoro ed affermazioni, in questa città lavorò per importanti riviste ottenendo un notevole successo. Ritornato in patria, dopo circa due anni, oltre ad espletare il suo lavoro di pittore collaborò con parecchi editori illustrando libri, riviste e giornali. Nel 1906 fu per un anno a New York continuando il suo lavoro di illustratore. Il La Bella, artista versatile e colto, fu perito d’arte ed insegnante. Dipinse scene di genere e ritratti per una clientela selezionata ed aristocratica. Famose sono le sue “feste in maschera”. Ha preso parte a poche esposizioni: nel 1898 a Pietroburgo presentò un’o­pera ispirata ad una novella di E. A. Poe dal titolo Maschera della morte rossa; a Roma nel 1902 espose due illustrazioni in bianco e nero canto IX Inferno e Canto VIII Inferno, fu presente nel 1890, 1897 e 1913 alla Promotrice di Napoli. Delle sue opere possiamo ricordare: Tipi dal vero, Montresor incontra fortunato, Una sera di carnevale di Venezia, Fuori la vecchia chiesa tutti presen­tati alla Promotrice, La fine di Ippazia dipinto che decora un soffitto della Università partenopea, Venditore di polipi a Piedigrotta, Festa presso il Municipio di Napoli e L’arrivo al Castello eseguito nel 1913.

("Pittori a Napoli nell'Ottocento" di Roberto Rinaldi)

 

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Anche Vincenzo La Bella (Napoli 1872–1954), che ebbe una canonica formazione all’Accademia di Belle Arti di Napoli, dove fu allievo di Morelli e di Toma, riuscì a superare gli iniziali condizionamenti in direzione di un impressionismo di tipo personale, espresso in dipinti di gusto settecentesco e carnascialesco. La precoce propensione al disegno gli aveva consentito l’accesso nella grande editoria, prima a Parigi e a Napoli (ricordiamo la sua opera per “Le Monde illustré” e per ‘N Paraviso di Ferdinando Russo), poi a New York (le sue doti di illustratore furono notate anche da Vittorio Pica).

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