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Le cornici

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Le stampe antiche

Il cultore dell’incisione d’epoca può soddisfare il suo particolare e ricercato interesse grazie alle diverse e splendide stampe antiche del XVIII e XIX secolo della Collezione Marciano Arte.

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Titolo: Senza titolo
Tecnica: Tecnica mista su carta
Anno: 1993
Misure: 70 x 100 cm
N-M: Bacoli, 1948
Classificazione: Moderni, Astratti, Altre tecniche.
Prezzo: su richiesta
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Note Critico - Biografiche

GUGLIELMO LONGOBARDO

 

Esplosioni su carta nera

Passare dal pieno al vuoto, da una superficie pullulante di forme e colori a una superficie sobriamente abitata non è facile. E come tornare ai primordi del vedere e dell'essere. Significa dare all'essenzialità della luce, all'energia del segno un posto assoluto. Questo, appunto, ha inteso fare Guglielmo Longobardo con l'attuale serie di opere su carta o, meglio, di opere di carta che parlano e vibrano per una intrinseca tensione ritmica e sintattica. Certo, non a caso l'artista è giunto a tali risultati: tutta la precedente ricerca che va dal 1990 al 1994, riguardante le tracce e ricorrente all'uso e all'assemblaggio di frammenti-strisce di carta come tecnica di base, fa da necessario sfondo e retroscena. Adesso Longobardo tratta la carta con accresciuto vigore e ritrovata passione. Se prima contava soprattutto il metodo, la scoperta di un procedimento compositivo basato sulla riduzione e sull'analisi, venendone una grafica severa, una scala cromatica ridotta all'osso, in queste sequenze su carta nera balza una intensità sensoriale ed emozionale che subito si traduce in compattezza di forme, di impetuosa stringatezza di segni e colori, del segno-colore. Si ha la netta sensazione che il lavoro di scavo e di esplorazione nelle giunture più profonde della materia sia arrivata ad una condizione del sentire e dell'immaginare ancora più acuminata e coinvolgente. All'orizzonte, insomma, l'artista non intravede più qualcosa di semplicemente appagante per il fatto che si era messo in moto un dispositivo psichico-ideativo oculatamente predisposto per ogni singola parte, ma intuisce inquietantemente, con vitale inquietudine, un magma vagante che dall'interno erompe all'esterno e viceversa. Pochi tratti, un secco tracciato, poche tracce di colore: ma il ritmo è davvero incalzante perché il futuro che si era desiderato è esploso da un bel po'. Plop.

1995

Michele Sovente

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