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Le cornici

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Le stampe antiche

Il cultore dell’incisione d’epoca può soddisfare il suo particolare e ricercato interesse grazie alle diverse e splendide stampe antiche del XVIII e XIX secolo della Collezione Marciano Arte.

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Titolo: Venezia
Tecnica: Olio su tela
Misure: 50 x 60 cm
N-M: Odessa, 1882 - Napoli, 1956
Classificazione: Marine, Classici, Figurativi, Oli.
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Note Critico - Biografiche

 

NICOLAS DE CORSI

Di padre italiano e madre russa, Nicolas De Corsi approdò e decise di stabilirsi a Napoli dopo vari vagabondaggi. Qui cominciò a dipingere in intensità di emozioni e di sogni. Egli seguiva la propria inclinazione verso le forme più immediate della verità che lo seduceva, rivelando un talento pittorico che poteva essere solo paragonabile a Giacinto Gigante ed Edoardo Dalbono. Divenne particolarmente esperto nel paesaggio preferendo dipingere ad acquerello, una tecnica che rivela appieno quali fossero le possibilità e le risorse della sua arte per larghezza, immediatezza e freschezza dei toni trasparenti. Nessun altro pittore italiano dell’epoca sapeva rendere la suggestiva luce degli effetti notturni. E fu proprio dopo il successo ottenuto all’Esposizione Internazionale di Roma del 1905 con “Effetto di sera” che si trovò ben presto sul piano delle competizioni artistiche mondiali.


Figlio del console italiano ad Odessa ebbe un’infanzia alquanto avventu­rosa. Rimasto orfano di padre ad appena un anno, la madre si risposò e seguì il secondo marito in Spagna, morto anche quest’ultimo, dopo qualche anno fu affidato dalla madre, costretta a trasferirsi in Italia, ad un suo parente che era il direttore del carcere madrileno. Le sue prime frequentazioni furono quelle che potevano ipotizzarsi in un ambiente carcerario. Il giovane Nicola, amante della libertà e stanco della educazione restrittiva cui era sottoposto, fuggì e si aggregò ad una carovana di zingari girovaghi procacciandosi da vivere schizzando ritratti a gente di passaggio. Ricongiuntosi alla madre fu in Italia ed a Roma conobbe Carlo Siviero che intuito il suo talento lo fece ammettere alla scuola di nudo dell’Accademia di San Luca, che frequentò per un breve periodo. Il giovane artista da Roma venne a Napoli ove conobbe Eduardo Dalbono che lo prese in simpatia e lo indirizzò verso la pittura di paesaggio che gli era più congeniale. Artista essenzialmente autodidatta, dipingeva di “getto”, avendo un talento innato e naturale, Gemito osservando una sua opera disse: “è un giovane la cui abilità dipende dall’intuizione pitto­rica e dal fatto che ogni buon lavoro, come’questo qui, nasce senza sforzo, da un’intima e involontaria capacità tecnica”.

La produzione del De Corsi fu vastis­sima e di facile collocazione, attratto dalle atmosfere del golfo partenopeo si stabilì definitivamente a Napoli dipingendo innumerevoli paesaggi nei modi della tradizione posillipista ma risentendo della influenza della tavolozza dalboniana, sino a raggiun­gere una propria fisionomia pittorica, pennellate larghe e pastose, dai colori vivi e felicemente armonizzati il tutto inserito in una sicura solidità di impostazione.

Nel 1913, di ritorno da una esposi­zione tenutasi a San Paulo in Brasile, conobbe il collezionista e mecenate conte Matarazzo di Licosa, fu da lui preso in simpatia fra di loro nacque un sodalizio d’intendimenti. L’artista, che fu ospitato dal conte per quasi tutta la vita e ritrovò, presso questa famiglia, affetti e serenità.

Il De Corsi ha preso parte a parec­chie esposizioni in Italia ed all’estero ed ha inoltre esposto assiduamente alla Promotrice napoletana dal 1904 al 1911.

Fra le sue opere possiamo ricordare: Impressioni di luna nel porto di Napoli, che esposto alla Mostra Nazionale di Milano fu acquistato dal re Vittorio Emanuele III; La vela, che fu acquistato per la Galleria di Arte Moderna di Bucarest; Autunno, che presentato alla Promotrice di Napoli nel 1911 gli valse la medaglia d’ar­gento e fu acquistato dalla Casa Reale, nello stesso anno, a Barcellona un suo dipinto intitolato Effetto di luna, fu premiato con menzione onorevole.


La biografia di De Corsi è emblematica per definire il carattere e comprendere la pittura di questo ”nobile - zingaro”. E’ una vita da vagabondo quella vissuta dal pittore fino all’incontro con Napoli. In questa città finalmente egli trova l’approdo ideale, il luogo dove mettere radici. Tuttavia Torre del Greco, ben presto, occuperà un posto privilegiato. L’incanto del posto, la festosa allegria degli scugnizzi, la serenità di una cittadina che viveva di corallo e mare; questi gli ingredienti che rendono agli occhi di De Corsi unico un paese di provincia.
In particolare, la simbiosi Torre del Greco- mare, cosi naturale, è per il pittore un connubio magico. Per chi aveva sempre cercato di compenetrare e rappresentare quella sconfinata distesa di acqua, la città dovette apparire un piccolo paradiso. Quando il pittore arriva nella città del corallo, nel 1900, ha solo 18 anni. Vi giunge per trascorrere un periodo di vacanza con la madre. Ci ritornerà ogni anno, fino al 1934, quando si stabilisce definitivamente in città. Essendo poco più che adolescente al momento del suo arrivo a Napoli, lo si può considerare un pittore in fieri, la cui formazione avviene quasi esclusivamente in ambito partenopeo.
Naturale, quindi, che egli rivolga lo sguardo alla scuola di Posillipo ed elegga suoi modelli Casciaro e Dalbono, le cui influenze sono evidenti nella sua prima produzione, durante la quale il pittore cerca ancora di elaborare un linguaggio autonomo. La pennellata e il modo di rendere il mare sono molto vicini a quelli di Dalbono, ed anche la rappresentazione del cielo, uno dei suoi marchi di ”fabbrica”, non ha raggiunto la qualità del periodo maturo.
Eppure sono gia presenti alcuni degli elementi che ritorneranno nella sua produzione; su tutte la scelta iconografica, che rende il paesaggio marino assoluto protagonista, mentre le figure assumono il ruolo di contorno, di semplici comprimari, partecipi dello spettacolo della natura. I colori, altro elemento caratterizzante della sua arte, non hanno ancora raggiunto la solarità che riempie i suoi dipinti di un inebriante sapore mediterraneo.
Col passare degli anni, tuttavia, il giovane artista acquisisce il ”mestiere” necessario per esprimere in maniera completa i suoi sentimenti nei confronti del mondo e del mare in particolare. Le barche di pescatori si perdono nell’azzurro del cielo e del mare, offrendo a De Corsi la ”materia prima” delle sue composizioni. Queste scene di vita semplici, sussurrate e non urlate, rispecchiano in pieno il carattere dell’artista che, rinunciando al guadagno facile producendo per mercanti, diventa unico padrone della sua ispirazione.
Tuttavia, De Corsi non si ferma ai primi lusinghieri risultati. Vuole entrare nella natura, comprenderla e domarla. Verso la metà degli anni venti, il ciclo dedicato a Venezia apre nuove possibilità al pittore che al ritorno, con la serie di notturni dedicati alla festa dei Quattro Altari, offre una visione allo spettatore di incomparabile suggestione. Gli squarci di luce nel buio della sera, improvvise vampate di vitalità, irrompono con prepotenza nella composizione, che coglie in pieno il clima di festa dimostrando la maturazione avvenuta in questi anni.
De Corsi non e più il ragazzo che si ripropone di penetrare nell’anima di una città, Torre del Greco, per carpirle il segreto che la lega al mare; è diventato egli stesso parte integrante di quella realtà, diviene il ”poeta del colore e calore” di Torre del Greco. Nelle sue opere esteriorizza il proprio mondo interiore. I colori della sua tavolozza sono i colori della sua città d’adozione. E’ finalmente divenuto parte integrante della città, al punto che Silvano Villani nel parlare del maestro afferma ”...e chi lo muove da li (Torre del Greco), attenta alla sua vita. Ha più di settant’anni, ed è tutt’uno col paesaggio, con la gente, con l’anima di Torre.” E così De Corsi continuerà sino alla morte. Con la sua tavolozza e i pennelli insieme ai pescatori.
Anche se la tavolozza, dopo la guerra, ha perso parte della sua vivacità. I dipinti divengono più meditati, più riflessivi. Sembra quasi che vi sia nella scelta dei colori la consapevolezza del crepuscolo che inesorabile si avvicina. E tuttavia non è possibile smettere di dipingere. E’ diventata la sola ragione di vita, insieme al mare.
Si dice che le persone non muoiano, ma rimangano incantate. Se è vero, De Corsi deve aver rivolto il suo ultimo sguardo al mare.

(www.torremia.com)


Nicolas De Corsi è figlio del Console italiano e della russa Emma Suppicich. Rimasto orfano di padre la madre sposa il nobile Gutierrez, Console spagnolo in Russia anche il patrigno muore, costringendo la madre a trasferirsi e a portarlo con se, giovanissimo, in Spagna. La signora Emma si recarsi in Italia ed il giovanissimo Nicolas viene affidato alle cure del Direttore del Carcere di Madrid.
La quotidianità gli permette di conoscere personaggi tanto particolari quanto spesso poco raccomandabili e la bocciatura all'esame per baccelliere lo porta ad unirsi ad una carovana di zingari.
De Corsi lascia Madrid ed il capo carovana stesso lo rifornisce di matite, carta e pastelli, facendogli assaporare il piacere di dedicarsi solo alla natura e al suo studio.
Il cantante, prestigiatore della carovana, con il quale ha stretto forte amicizia si unisce a lui ed insieme iniziano ad andare in giro per la Spagna e realizza ritratti, sempre ambientati in castelli da sogno, cattedrali maestose e tramonti mozzafiato per mantenersi.
La polizia lo trova a Toledo, viene accompagnato a Milano dalla madre, con la quale inizia un nuovo viaggio in Italia alla ricerca dell'eredità paterna: Genova, Milano, Firenze, Roma, Venezia, soggiorni più o meno lunghi, poi l'arrivo al sud.
Risiede per un pò a Roma dove incontra e stringe amicizia con Carlo Siviero, ha la fortuna di conoscere Antonio Mancini, e ciò è sufficiente per colmare le sue lacune culturali, e per capire i fondamenti della vera arte pittorica e della sincerità di espressione, senza perdere la spontaneità dell'autodidatta.
Napoli è per De Corsi la rivelazione, mette da parte la figura, la sua pittura ovunque si riempie del “mare”, della natura che lo circonda, di quelle case così uniche e particolari che sanno di “mare” e delle sfavillanti feste notturne piene di mille colori che esplodono, escono dalla tela, per invitarci a fare festa ma con il “mare” sullo sfondo. 
Tra le prime persone con cui crea un rapporto particolare c'è Eduardo Dalbono, il maestro lo prende in simpatia lo incoraggia e lo consiglia indirizzandolo verso la pittura di paesaggio.
Attilio Pratella, Vincenzo Migliaro, Casciaro, Vincezo Caprile, Vincenzo Irolli, Pietro Scoppetta e altri sono all'arrivo di De Corsi nella loro maturità artistica, ma i giovani gli irrequieti i suoi coetanei sono l'amico Carlo Siviero, Gaetano Richizzi, Eugenio Viti, Gennaro Villani, Felice Casorati e un Luca Postiglione che opera sulla scia del fratello Salvatore Postiglione.
La lista delle Esposizioni alle quali ha partecipato è lunga, e la sua presenza è sempre stata coronata da successi, presenta le sue opere a Milano, Torino, Parigi, Venezia, Bruxelles, Barcellona e, naturalmente, Napoli.
Nel 1909 un gruppo di giovani artisti, da vita ad un comitato indipendente dalle altre istituzioni artistiche e organizza la I Esposizione giovanile d'arte di Napoli presso la Sala Nobile al Rione Amedeo. Sono inizialmente ventitré, e salgono in realtà a ventisette con la presenza di Giuseppe Aprea, Francesco Galante, Saverio Gatto e lo stesso De Corsi che fanno parte della commissione d'accettazione delle opere.
Lo ritroviamo anche nel 1911 a Roma alla I mostra degli Indipendenti a Palazzo Teodoli, organizzata con l'idea, in parte fallita, di farla diventare una sorta di “Salon des Refusès”, in contrapposizione alla Esposizione Internazionale di Valle Giulia.
L'incontro e l'amicizia nata con Minozzi, presidente della Società Promotrice Salvator Rosa, lo fa incontrare con Vincenzo Gemito, e a casa dello scultore conosce un altro estroso esponente della pittura dell'epoca: Gaetano Esposito.
L'acqua e ciò che la circonda sono elementi che affascinano De Corsi, e uno come lui avrebbe mai potuto non innamorarsi di Venezia ? Quasi sicuramente ha visto per la prima volta la laguna con la madre da ragazzo, perciò in occasione della Biennale del 1910 ha forse modo di capire con occhi più maturi il fascino di quei luoghi.
Certo è, che vi è sicuramente tornato varie volte e la Serenissima, così come il mare di Chioggia,o le isole sparse nella laguna sono rappresentate in tutte le loro sfumature,un mare di lucciole nel sole, i canali con gli squarci di luce nel buio della sera, quelle case che come quelle della costiera hanno in se tutto il profumo della loro acqua e della loro gente. Per rappresentare Venezia, spesso usa la tecnica dell'acquerello che meglio rende tutta la liquidità che la contraddistingue, e così dimostra ancora una volta le qualità della sua arte con l'immediatezza e la freschezza dei toni trasparenti.
Il Conte Giuseppe Matarazzo di Licosa si può definire il mecenate di De Corsi, ma per lui è l'amico e l'uomo che lo ha accolto con affetto e stima nella sua casa: da quel momento i suoi dipinti più belli finiscono nella collezione Matarazzo, la più ricca della città, dove sono raccolte le opere di  Francesco Galante, Eugenio Viti, le sculture di Carlo De Veroli oltre ai dipinti di Antonio Mancini, Vincenzo Migliaro, Pietro Scoppetta, Vincenzo Irolli.
Nel 1934 si trasferisce a vivere in una casetta di pescatori a pochi metri dall' acqua a Torre del Greco. Non se ne andrà più fino alla fine, passando il tempo in compagnia del suo giovane allievo Esposito Vito “Il tripolino” un sedicenne che con la sua esuberanza  lo riporta forse indietro nel tempo.
Con il passare degli anni i suoi dipinti divengono più meditati e la sua tavolozza meno vivace, quasi ad accompagnarlo verso il crepuscolo.
Muore nel 1956 ma le sue opere restano a testimoniare un legame indissolubile con Napoli , la costiera e Torre in particolare.

(http://www.galleriarecta.it/bio-De_Corsi_Nicolas-13.html)

Ritratto di donna
Diotimo cala la torcia nel braciere
Profumo particolare
Figura
Il sole dietro i fichi d'India

Ritratto di donna  (1964)

Note

  RENATO BARISANI Scultore e pittore, nel 1937 termina gli studi di scultura presso l’Istituto d’arte di Napoli e frequenta per due anni, grazie ad una borsa di studio, i corsi dell’istituto Superiore per le Industrie Artistiche di Monza al termine dei quali consegue il relativo diploma. Rientrato a Napoli, frequenta l’Accademia di Belle Arti e si diploma in scultura nel 1941. Ha insegnato disci­pline artistiche negli Istituti d’Arte e nei Licei Artistici. Dal 1978 al 1984 ha inseg... Continua

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Autore: Barisani Renato

Tecnica: Olio polimaterico su tavola

Misure: 101 x 82 cm

N-M: Napoli, 1918 - 2011

Classificazione: Figure, Moderni, Astratti, Oli, Altre tecniche.

Diotimo cala la torcia nel braciere  (1997)

Note

Opera pubblicata alla pagina 21 del 3° fascicolo della "Storia di Napoli illustrata. Una terra si racconta". MARIO PERSICO L’arte di Mario Persico, nato a Napoli nel 1930, appartiene alla storia dell’avanguar­dia napoletana sin dal suo primo manifestarsi. Allievo di Emilio Notte all’Accademia di Belle Arti, Persico raccoglie le sollecitazioni provenienti dalle sperimentazioni sul­la materia e dalle “vertigini cosmico-nucleari” della pittura di Mario Colucci. Nel 1955 aderisce... Continua

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Autore: Persico Mario

Tecnica: Tecnica mista su cartoncino

Misure: 36 x 24 cm

N-M: Napoli, 1930

Classificazione: Figure, Moderni, Figurativi, Altre tecniche.

Profumo particolare  (2010)

Note

  MRI - MARIO RICCIARDI Mario Ricciardi inizia la sua attività di produttore di immagini e scultore sin dal 1968. Dal 1981 rivolge la sua attenzione ai linguaggi. Il suo rapporto con la materia diventa così ragione e consapevolezza di un tempo nuovo delle arti, teso al riconoscimento di una scienza del vedere che resta ancora attualmente il suo impegno primo.“L’arte non è una montagna da scalare, è una conca da perlustrare, un vuoto da percorrere, lo spazio senza fine, il tem... Continua

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Autore: Ricciardi Mario

Tecnica: Plastica, gesso, inchiostro su carta

Misure: 49 x 43 cm

N-M: S. Giorgio a Cremano, 1949

Classificazione: Figure, Moderni, Figurativi, Altre tecniche.

Figura  (1968)

Note

  RAFFAELE LIPPI "Sin dalla sua prima personale napoletana, nel 1931, Raffaele Lippi mostrava di vivere il travaglio della sua lealtà artistica, divorato dall'ansia di realizzare la pittura: il suo realismo si manifestava nel modo più istintivo, assolutamente privo di piacevolezze: era la pittura di un autodidatta, asciutta, scabra, ma interessante perché dal suo tessuto trasudava una febbre di libertà incondizionata; una pittura spiccatamente personale la cui tematica traeva... Continua

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Autore: Lippi Raffaele

Tecnica: Tecnica mista su cartoncino

Misure: 70 x 50 cm

N-M: Napoli, 1911 - 1982

Classificazione: Figure, Moderni, Figurativi, Altre tecniche.

Il sole dietro i fichi d'India  (1965)

Note

Firma in basso a destra. A tergo firma, titolo e timbro Prima Triennale dell'Adriatico, Civitanova Marche, 1965. CARLO MONTARSOLO È uno dei più noti e validi artisti della pittura italiana del dopoguerra. Di lui hanno scritto, con saggi e recensioni, i più importanti critici e studiosi d’arte. Il suo curriculum è fra i più ricchi e prestigiosi, per attività e riconoscimenti, della sua generazione. Dalla nativa Terni, sin da piccolo si trasferisce a Portici con tutta la famiglia. A sed... Continua

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Autore: Montarsolo Carlo

Tecnica: Tecnica mista su carta applicata su cartone

Misure: 50 x 68 cm

N-M: Marmore, 1922 – Roma, 2005

Classificazione: Paesaggi, Moderni, Figurativi, Altre tecniche.

Senza titolo
Paesaggio in Valdinevole. La casina rossa
Per tutta la vita
Senza titolo I
La vedova

Senza titolo

Note

DOMENICO SPINOSA Titolare di pittura per lunghi anni presso l’Accademia di Belle Arti di Napoli, è considerato tra i pittori più attivi dell’area dell’Informale, alla quale va ricondotta gran parte della sua ricerca. Numerose sono le sue mostre personali in tutta l’Italia e all’estero. Nelle sue tele, il dato reale o esterno, viene sottoposto ad una graduale consunzione, per cui il colore diventa l’unico protagonista del dipinto. Un colore che vede la luce ardere progressiv... Continua

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Autore: Spinosa Domenico

Tecnica: Tecnica mista su cartoncino

Misure: 50 x 70 cm

N-M: Napoli, 1916 - 2007

Classificazione: Moderni, Astratti, Altre tecniche.

Paesaggio in Valdinevole. La casina rossa  (1938)

Note

SERGIO SCATIZZI L'opera, firmata e datata in basso a destra "Sergio Scatizzi 1938," è stata esposta alla storica mostra antologica del 1982 a Firenze, Palazzo Strozzi, presso la galleria La Strozzina. La grande mostra intitolata "Sergio Scatizzi opere 1936 - 1982", con 200 opere esposte, è stata organizzata da Raffaele Monti e da Alfredo Righi e presentata in catalogo da Carlo Ludovico Ragghianti dove l’illustre storico dell’arte ricostruisce criticamente il lungo percorso di Scatizzi. I... Continua

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Autore: Scatizzi Sergio

Tecnica: Olio su tavola

Misure: 47 x 65 cm

N-M: Gragnano (LU), 1918 - Firenze, 2009

Classificazione: Paesaggi, Moderni, Figurativi, Oli.

Per tutta la vita  (2002)

Note

  UGO NESPOLO Ugo Nespolo, nato a Mosso (Biella), si é diplomato all’Accademia Albertina di BelleArti di Torino ed è laureato in Lettere Moderne. I suoi esordi nel panorama artisticoitaliano risalgono agli anni Sessanta, alla Pop Art, ai futuri concettuali e poveristi(mostre alla galleria il Punto di Remo Pastori, a Torino, e Galleria Schwarz diMilano). Mai legata in maniera assoluta ad un filone, la sua produzione si caratterizzasubito per un’accentuata impronta ironica, trasgressiva, ... Continua

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Autore: Nespolo Ugo

Tecnica: Soft painting. Tecnica mista su carta pregiata

Misure: 110 x 73 cm

N-M: Mosso, 1941

Classificazione: Moderni, Astratti, Altre tecniche.

Senza titolo I  (1972)

Note

  ELIO WASCHIMPS “È difficile parlare di un amico. E verso Elio Waschimps questo sentimento di amicizia incarna l’autentico senso e significato fuori di ogni genericità e retorica. I legami famigliari sono la vera stupidaggine della vita perché creano affettività imposte ma non scelte, non elaborate, non mature dai riscontri. L’amicizia, invece, cresce e, naturalmente, si evolve, si consolida, cresce e, naturalmente, si sedimenta e ti entra dovunque: l’amico fa parte del qua... Continua

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Autore: Waschimps Elio

Tecnica: Olio su tela

Misure: 40 x 60 cm

N-M: Napoli, 1932

Classificazione: Figure, Moderni, Figurativi, Oli.

La vedova  (1978)

Note

  ERRICO RUOTOLO Dopo aver conseguito il diploma di maturità artistica, si iscrive all'Accademia di Belle Arti di Napoli dove frequenta il corso di Pittura diplomandosi nel 1962. Le sue prime opere si collocano nell'ambito di un figurativo con inclinazioni tendenti al surrealista, dove il colore assume un ruolo determinante. Nel 1965 espone a Siviglia, e successivamente, nel 1966 è presente a "Proposta '66" a Roma e, nel 1967, partecipa, sempre a Roma, alla rassegna "Prospettiva 3". L... Continua

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Autore: Ruotolo Errico

Tecnica: Olio su tela

Misure: 80 x 100 cm

N-M: Napoli, 1939 - 2008

Classificazione: Figure, Moderni, Figurativi, Oli.

Il tetto, quel giorno...
Napoli 1656. Incontro al palazzo tra due monatti il fantasma del cardinale e i cherubini del diavolo e della morte.
Senza titolo
Encausto
Formas de la solidad - El abrazo

Il tetto, quel giorno...  (2002)

Note

GIOVANNI RICCIARDI Inizia la sua attività espositiva a Napoli dal 1995, sono gli anni in cui frequenta l’accademia di Belle Arti, luogo di incontro/scontro di idee, progetti, concretizzati in un momento di grosso fermento e sperimentazione artistica. Espone successivamente in sedi istituzionali di rilievo in Italia e all’estero tra cui: Napoli Museo Nazionale, Museo Pietrarsa, Convitto Nazionale), Milano (Fondazione Stelline, gallerie private), Roma (Palazzo delle Esposizioni), Bo... Continua

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Autore: Ricciardi Giovanni

Tecnica: Olio polimaterico su tela

Misure: 120 x 100 cm

N-M: Castellammare di Stabia, 1977

Classificazione: Moderni, Astratti, Oli.

Napoli 1656. Incontro al palazzo tra due monatti il fantasma del cardinale e i cherubini del diavolo e della morte.  (1984)

Note

  UMBERTO PIEZZO Umberto Piezzo ha frequentato il Liceo Artistico di Napoli con i professori Mario Persico e Claudio Lezoche. La sua prima personale risale al 1972 a Portici. Nel 1973 presenta, sul tema rapporto uomo-natura, una mostra dibattito a Milano presso la Galleria Guastalla. Nel 1974 si interessa attivamente di teatro. A Foggia organizza due mostre che prendono spunto da una serie di suoi testi sui suoi rapporti con il tempo, tra passato e presente. Nel 1975, nell’ambito teatral... Continua

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Autore: Piezzo Umberto

Tecnica: Tecnica mista su cartoncino

Misure: 75 x 55 cm

N-M: Portici, 1957

Classificazione: Figure, Moderni, Figurativi, Altre tecniche.

Senza titolo  (1971)

Note

  MIMMO PALADINO Mimmo Paladino ci ha abituati a grandi dipinti capaci di catalizzare lo sguardo con immagini dotate di un'opulenta ricchezza, dove però i personaggi sembrano vivere una sorta di disagio esistenziale. Immagini che hanno poco a che fare con la realtà e ben di rado ricavate da qualsiasi sfondo particolare di esperienza concreta. Con i suoi lavori ci invitava ad allenare lo sguardo di fronte a dipinti governati da una evidente vigore formale e cromatico, che spesso sfiorano una... Continua

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Autore: Paladino Mimmo

Tecnica: Collage su cartoncino

Misure: 35 x 25 cm

N-M: Paduli, 1948

Classificazione: Moderni, Astratti, Altre tecniche.

Encausto

Note

  PIPPO ORIANI. Nel 1927 entra in contatto con Fillia e altri futuristi torinesi, con i quali espone alla Mostra Internazionale di Torino del 1928. L’anno successivo inizia la partecipazione sistematica alle mostre del gruppo futurista. Dal 1929 al 1933 è spesso a Parigi, entrando in rapporto con Léger, Zadkine, Kandinskij, Prampolini, ecc. Nel 1932 e nel 1936 è alla Biennale di Venezia, mentre si fanno più sporadici i contatti con il gruppo futurista. L'artista torinese, dal 1969 al 19... Continua

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Autore: Oriani Pippo

Tecnica: Encausto su cartone

Misure: 50 x 65 cm

N-M: Torino, 1909 - Roma, 1972

Classificazione: Paesaggi, Moderni, Figurativi, Altre tecniche.

Formas de la solidad - El abrazo  (1977)

Note

  GASTON ORELLANA Figlio di emigranti spagnoli, madre andalusa e padre dell’Estremadura, Gaston Orellana è nato a Valparaiso nel 1933. A 18 anni prese la cittadinanza spagnola, dopo aver effettuato un viaggio di studi archeologici attraverso il Perù, la Bolivia e l’Argentina. Fin da giovanissimo stabilisce profonda amicizia con Pablo Neruda e nel 1957 a Buenos Aires conosce Rafael Alberti e Miguel Angel Asturias. Per due anni soggiorna a Maiorca e per dieci anni a Madrid. Attualmente ri... Continua

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Autore: Orellana Gaston

Tecnica: Olio su tela

Misure: 120 x 100 cm

N-M: Valparaiso del Cile, 1933

Classificazione: Figure, Moderni, Astratti, Oli.

Imagerie cosmica
Senza Titolo II
Immagine
Uomini e rettili
Senza Titolo I

Imagerie cosmica "in red"  (1962)

Note

  LUCA (Luigi Castellano) La sua attività si esplicava in svariati campi che vanno dalla produzione propriamente artistica all'impegno come teorico ed organizzatore; conduceva, in varie modalità espressive, un coerente percorso creativo e teorico. Dall'immediato dopoguerra i suoi interessi si rivolsero ai più avanzati ambienti artistici napoletani, in particolare al Gruppo Sud. Del ‘58 è la mostra alla galleria Medea di Napoli 13 Pittori Napoletani con la presentazione di Ottavio Morisa... Continua

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Autore: Luca ( Castellano Luigi )

Tecnica: Tempera verniciata su carta rintelata

Misure: 70 x 100 cm

N-M: Napoli, 1923 - Portici, 2001

Classificazione: Moderni, Astratti, Altre tecniche.

Senza Titolo II  (1983)

Note

L'opera è autenticata dall'artista su foto, registrata presso l'archivio ufficiale del Museo Emblema e pubblicata sul catalogo della mostra personale di Salvatore Emblema "Tessere & Detessere" del 2008.   SALVATORE EMBLEMA Emblema nasce a Terzigno (Napoli) nel 1929. Ha frequentato il liceo artistico e l'Accademia di Belle Arti a Napoli. Nel 1948, ha cominciato a produrre dei "Collages" usando delle foglie disseccate e costruendo dei ritratti attraverso le modulazioni cromatiche. ... Continua

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Autore: Emblema Salvatore

Tecnica: Terre vesuviane su tela di juta

Misure: 90 x 100 cm

N-M: Terzigno, 1929 - 2006

Classificazione: Moderni, Astratti, Altre tecniche.

Immagine  (1964)

Note

  CARMINE DI RUGGIERO Carmine Di Ruggiero nasce a Napoli nel 1934. Viene “iniziato” all’arte giovanissimo. Nel 1958 sì diploma all’Accademia di belle arti di Napoli. È nella fucina del grande maestro Emilio Notte, che Carmine forgerà la tempra, su cui passeranno oltre cinquant’anni di pittura. Incomincia ad esporre dal 1952. Una prima fase di lavori avrà come soggetto paesaggi e nature morte. Incomincia ad avanzare, nella prima metà degli anni cinquanta, l’esperienza informal... Continua

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Autore: Di Ruggiero Carmine

Tecnica: Tempera su tavola

Misure: 100 x 70 cm

N-M: Napoli, 1934

Classificazione: Moderni, Astratti, Altre tecniche.

Uomini e rettili

Note

  ARMANDO DE STEFANO Autentica personalità dell'arte napoletana, Armando De Stefano fu attore di primo piano in tutti gli avvenimenti artistici della città dal 1947 in poi. Con la pittura, l'artista è tornato al nostro migliore Seicento, risciacquandolo nelle acque di una percezione modernissima del "reale": il ribaltamento in avanti della prospettiva, la riduzione dell'ambiente in atmosfera d'assenza, la iterazione delle figure, l'inserimento improvviso di elementi estranei o di partiture... Continua

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Dettagli

Autore: De Stefano Armando

Tecnica: Olio su tela

Misure: 50 x 70 cm

N-M: Napoli, 1926

Classificazione: Figure, Moderni, Figurativi, Oli.

Senza Titolo I

Note

  GIUSTINO CALIBE' Simona Barucco: “Le opere di Giustino Calibè si compongono di stratificazioni dolorose e di magiche suggestioni. Il ricordo è improvvisamente presenza nel respiro greve del colore marcio che naviga faticosamente su superfici trattate come immensi cretti, dove la sabbia vesuviana è strato e substrato di una dimensione sospesa tra tempo e spazio. Come arricchita dalle tonalità pure del colore, la fredda e antica sabbia vesuviana si trasforma in lava bollente ed es... Continua

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Dettagli

Autore: Calibe Giustino

Tecnica: Olio su tela

Misure: 160 x 160 cm

N-M: Napoli, 1950

Classificazione: Moderni, Astratti, Oli.

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