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Correale Alessio Metamorfosi di un paesaggio

Titolo: Metamorfosi di un paesaggio
Tecnica: Olio e juta su tavola
Anno: .
Misure: 80 x 80 cm
N-M: Pozzuoli, 1946
Classificazione: Paesaggi, Moderni, Figurativi, Oli.
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Olio e juta su tavola di Correale Alessio

Note Critico - Biografiche

ALESSIO CORREALE

Alessio Correale è nato a Pozzuoli nel 1946. Allievo di Carlo Verdecchia, ha studiato a Napoli, ora vive a Ravenna.

 

DOV'E' LA POESIA

Il luogo è quello: tangibilmente volumetrico, intrigato di forme e colori, soltanto energetico, cresciuto da un evento naturale, in metamorfosi concomitante d'aggregazioni che a vicenda s'inverano, nell'immensità degli arcipelaghi quotidiani, dove tutti appartengono al medesimo oceano e tutti si scoprono isolati, ciascuno sognatore sognato nello stesso tempo.

Finestre sulla folla con le sue interiori finestre, oggetti che si liberano delle pareti domestiche e vagano tra terra e cielo con i desideri dei personaggi che li coinvolgono, eventi di stagione in cui il possibile e l'ineffabile sono tentativi d'incursione nella realtà del fantastico.

Immaginiamo un prato fiorito, immensificato nelle infiorescenze che ormai hanno attinto alle magie del cielo e della terra. I colori evaporano e si panneggiano tra veli-petali e vesti-corolle: generano fanciulle affascinate da preziose armonie che invitano alla danza. I colori floreali si fanno musici e non più le farfalle, ma le creature primaverili si rivelano in volo, lasciandosi ora accarezzare dal soffio melodioso, ora “modellare” dal senso del concerto globale.

Alessio Correale è affascinato dalle sue stesse invenzioni spaziali: popola il sogno iniziale di tanti altri sogni, sicché la stessa “partenza" si trova irretita in una messe d'immagini, che provocano l'emozione e l'evocazione; insomma in quelle compresenze attraversate dagli intrecci di favole e metafore della realtà passa e sorride la poesia. Ogni opera risulta mappa di evidenze narrative,di agglomerati per inventari d'emergenze, di passioni chissà da dove venute, che si trovano a convegno e decidono di trasformare l'uggia dei giorni feriali in una festa: tutti i convenuti contribuiscono agli accumuli della poesia plastico-cromatica dei frammenti e infine la stessa gioia del gioco appaga la creatività e la fruizione.

C'è l'individuazione di una realtà paesistica, di tanti brani d'archeologia cara alla memoria, di trame urbane, di ricordi di perenni ardori di sensi, che ammiccano nelle intravisioni.

Possono essere di città sospese su approdi accessibili solo alla poesia, possono svegliare l'anima felice di una meraviglia che le energie terrestri e la chimica fanno fiorire a memoria di primordio.

A queste suggestioni emotive si aggiungono le invenzioni fantastiche alle quali abbiamo accennato e così il gioco è fatto: la pittura diventa attrattivo labirinto. Alletta. Intriga, affascina e dimostra come il poeta pittore sia ancora impegnato a giocare con la luce e comunicare il fascino del mondo tra realtà e fantasia. Correale lo fa con sfumati, tracce, superfici materiche, larghe stesure, cromie addensificate, rarefatte, levità di lontananze, volumi riflessi, descrittività di filamenti, profondità allusive, segnali minimi e intuizioni scenografiche. Particolari ed evidenze nelle elementarità cromo-plastiche giostrano tra favole di pensieri che non si arrendono all'evidenza di un presente sempre più scompensato.

Intanto che resta se non approdare all'esserci, per cui ne vale la pena, tra pensiero e realtà?

Angelo Calabrese

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