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Le cornici

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Le stampe antiche

Il cultore dell’incisione d’epoca può soddisfare il suo particolare e ricercato interesse grazie alle diverse e splendide stampe antiche del XVIII e XIX secolo della Collezione Marciano Arte.

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Titolo: Riposo nei campi
Tecnica: Olio su tavola
Misure: 35 x 48,5 cm
N-M: Atri, 1905 – Napoli, 1984
Classificazione: Figure, Classici, Figurativi, Oli.
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Nella stalla di Verdecchia Carlo
Olio su tela di Verdecchia Carlo

Note Critico - Biografiche

 

CARLO VERDECCHIA

Compiuti gli studi all’Accademia di Belle Arti di Napoli, iniziò fin dal 1927 la sua attività artistica, partecipando alle maggiori mostre nazionali ed internazionali (Biennali di Venezia, Quadriennali di Roma, ecc). Ha insegnato all’Istituto d’Arte di Napoli. Sue opere trovansi nella pinacoteca del comune di Pescara, Galleria comunale di Teramo ed in altre pinacoteche pubbliche e private. È il pittore delle stalle, delle mucche al pascolo, dei contadini e dei carrettieri d’Abruzzo, colti sulle grandi strade maestre, fra i monti e il mare. Una rappresentazione realizzata con un sicuro impianto disegnativi, un robusto impasto cromatico, una capacità di sintesi che costituiscono le doti più proprie di Verdecchia, al quale va riconosciuto il merito di essersi costruito una propria identità ed un proprio linguaggio. (Novecento Italiano – De Agostini Ed.)

Carlo Verdecchia fin dall’inizio espresse i propri temi, tipici di una certa tradizione abruzzese, con un linguaggio aspro e sbattuto, tale da ricordare indiret­tamente, anche per i soggetti trattati, il Fattori degli ultimi anni, quando la tecnica macchiaiola aveva assunto un andamento quasi espressionista. Anche Verdecchia però, nei fatidici anni ‘30, fu vittima della nefasta scuola del novecentismp napoletano. Ma, per fortuna, lo sban­damento durò poco, e già nel ritratto della moglie si notano i segni di una ritrovata forza realistica. Successi­vamente tutti i motivi di Verdecchia restano nell’ambito dei sentimenti più intimi, ciò che conferisce alla sua ope­ra un’aria calda e commossa. Verdecchia torna sovente ai motivi della sua terra, ai contadini, ai pastori, alle scene di campagna con lavoratori che guardano le muc­che, alle scene sull’aia, tutti soggetti trattati con sintetica energia, e qualche volta con una sintesi volumetrica che riduce all’essenziale il dato iconografico. In alcuni dipinti, come Contadini, il cui soggetto sembra ispirato alla poetica di un Permeke, i tre personaggi sotto un albero, sul fondo di un paesaggio tempestoso, espri­mono efficacemente la vena di un artista che supera di slancio i motivi di una tematica « provinciale»; del resto, in uno dei più recenti dipinti, Paoletta, Verdecchia usa il colore attraverso timbri sottili e, a un tempo, profondi, e ricorda, in qualche modo, il Birolli di « Corrente». Se Verdecchia fosse stato sostenuto da una critica e da un mercato avvertito e colto, la sua pittura avrebbe respirato un’aria pi6 sana e fruttifera. (Paolo Ricci, da “Arte e artisti a Napoli)

La padronanza dei mezzi stilistici, l’alta qualità dell’ispi­razione, la sostanziosa sanità del mondo poetico fanno di Carlo Verdecchia un maestro. I trentatré dipinti esposti alla Mediterranea hanno un re­spiro europeo, eppure son tutti legati all’umile realtà della cam­pagna abruzzese o alla dimessa dolcezza d’una casa napoletana, aperta al sole e al profumo del mare. Qualche opera dà la gioia inconsueta di ritrovare, nell’analisi compositiva, i valori che la tradizione pittorica ci ha tramandato e che l’ispirazione dei veri poeti, di volta in volta, conserva e rinnova. «Contadini al lavoro» ha un impianto classico: le tre figure ritratte s’inscri­vono, con perfetta armonia, nella piramide d’un colle, che fa da sfondo ad una piccola valle. Altre opere fermano effetti di luce e di controluce che solo un artista compiuto sa cogliere. Nel dipinto «In terrazza» dei panni stesi al sole appaiono quasi neri contro il chiarore del cielo. E, in «Contadino e mucche», con vigoroso contrasto, è raffigurata, dall’interno opaco della stalla, l’uscita alla folgorante luce del sole d’una coppia di muc­che, sospinta da un contadino, veduto di spalle. Una gran forza di penetrazione psicologica anima i ritratti. «Buttero» è insieme il ritratto d’un uomo e d’una condizione sociale. Un’oscura minaccia promana da quegli occhi che l’om­bra d’una visiera incupisce. Invece una pennellata più ariosa e una luce dorata soffondono di serenante mitezza la bella figura di «Aurora con la chitarra». E sarebbero da citare tutte le ope­re. Qui è almeno necessario ricordare il paesaggio collinare pez­zato del giallo del grano maturo e del verde degli alberi de «Il raccolto» e la morbida figura d’animale accosciato, cui il bianco rosato del manto e il nero antracite dei grandi occhi e delle grandi nari in fondono il calore palpitante della vita che nasce («il vitellino»). (Giuseppe Passarelli)


Dall’alto dei suoi settantasei anni suonati Carlo Verdecchia domina la scena della nostra pittura contemporanea. E può per­mettersi di guardare con occhio tranquillo, ma più ancora con l’animo colmo di soddisfazione, alla sua lunga milizia d’arte, indefettibilmente sorretta dalla singolare, rarissima, fedeltà a un ideale che, passando indenne attraverso i marosi della con­testazione o della sperimentazione di avanguardia, non ha su­bito l’ingiuria del tempo. Nessuna cristallizzazione, dunque, nessun immobilismo nella sua creazione artistica, ma soltanto ritmo vitale, successione armonica di bellezza e di espressione. Non a caso la critica più avveduta rilevò che la sua storia è una storia di superamento e di affinamento, sia nel senso sti­listico che in quello poetico. E questo è molto, moltissimo, tutto per un artista di gran talento, il quale, per l’innata sconten­tezza dello spirito, muove costantemente alla ricerca del me­glio, e mai s’appaga di quanto ha realizzato, e sempre si cimenta per sopravanzare sé stesso, nei tentativo d’imprigionare il bello che gli urge dentro, nello sforzo di rendere quel «quid», mi­sterioso e inafferrabile, che l’affascina, lo soggioga, lo tormenta. Ma questo vuoi dire altresì che l’artista, pur essendo legato alla tradizione, non lo è tuttavia in maniera esclusiva e preclusiva, talché non rimane fuori del flusso di vita spirituale che investe un’epoca e l’impronta di sé. Onde nell’arte pittorica di Verdec­chia risalta una felice «contaminatio» di valori antichi e mo­derni, un modo perspicuo di fondere contenuti, spiriti e forme diverse, con un timbro personalissimo ed originale, sempre. Un incontro con Verdecchia non è soltanto distensivo, per la gran dolcezza con la quale conversa; non è solo edificante, per la certezza che trasmette nei valori perenni dell’arte; ma è pure umanamente fecondo, perché il maestro, entusiasman­dosi man mano nel racconto del suo passato, mette a nudo il proprio cuore, palesa l’intimo sentire che lo fa palpitare, fin nelle più riposte latebre, all’unisono con i propri simili. All’età di diciassette anni Verdecchia lasciò la natia Atri, in Abruzzo, e si trasferì a Napoli per frequentare l’Accademia di Belle Arti. Da allora non ha più abbandonato la città parte­nopea, dove tuttavia insegna nell’Istituto d’Arte, ma la sua pro­duzione porta l’inconfondibile marchio della terra d’origine, dove periodicamente si reca per attingere in loco, direttamente, la sua ispirazione più genuina, più viva e più vera. Abruzzese, infatti, è la matrice dell’arte sua, per una sorta di legame, psichico e fisico insieme, che lo tiene avvinto alla natura, agli uomini, agli animali, alle cose d’una terra, la pro­pria, che si è travasata tutta in lui, sin dall’infanzia, e che lui continua a ritrarre, da mezzo secolo a questa parte, con un pathos umano ed estetico, con un sentimento quasi religioso della vita. Quei paesaggi monumentali, solenni ed immoti, quasi fuori del tempo; quelle figure umane, colte nella loro rudezza pri­mitiva, ancorate saldamente alla fatica quotidiana, al lavoro dei campi che si svolge con la puntualità d’un rito millenario; quegli animali, tanti e diversi, ma soprattutto mucche e buoi, ritratti nell’imponenza della mole e nella robustezza dell’os­satura; quei carri agricoli fermi nella siesta o cigolanti sul sel­ciato; quelle scene di maternità animale o di drammi umani; quei rossi chierichetti del Duomo e quei saltimbanchi di piazza, appartengono tutti ad un Abruzzo tuttora arcaico, squisita­mente contadinesco, ma sano e semplice, che è rimasto inal­terato. Nella pittura di Verdecchia risaltano un realismo e un na­turalismo vigorosi, sostenuti da una notevole forza figurativa e da una rilevante capacità di sintonizzare i colori. Ubbidiente al richiamo ancestrale dell’istinto, egli adopera, infatti, una ta­volozza che risponde, fedelmente, alle sue trame compositive ricche di toni, con le quali registra le impressioni più imme­diate, più robuste e più vivaci che gli suscita dentro il mondo che lo circonda: un mondo prevalentemente georgico che con­tinua a vivere, autonomamente, nelle sue tele permeate di ve­rità e di poesia. (Pasquale Palma)

Ritratto di donna
Diotimo cala la torcia nel braciere
Profumo particolare
Figura
Il sole dietro i fichi d'India

Ritratto di donna  (1964)

Note

  RENATO BARISANI Scultore e pittore, nel 1937 termina gli studi di scultura presso l’Istituto d’arte di Napoli e frequenta per due anni, grazie ad una borsa di studio, i corsi dell’istituto Superiore per le Industrie Artistiche di Monza al termine dei quali consegue il relativo diploma. Rientrato a Napoli, frequenta l’Accademia di Belle Arti e si diploma in scultura nel 1941. Ha insegnato disci­pline artistiche negli Istituti d’Arte e nei Licei Artistici. Dal 1978 al 1984 ha inseg... Continua

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Autore: Barisani Renato

Tecnica: Olio polimaterico su tavola

Misure: 101 x 82 cm

N-M: Napoli, 1918 - 2011

Classificazione: Figure, Moderni, Astratti, Oli, Altre tecniche.

Diotimo cala la torcia nel braciere  (1997)

Note

Opera pubblicata alla pagina 21 del 3° fascicolo della "Storia di Napoli illustrata. Una terra si racconta". MARIO PERSICO L’arte di Mario Persico, nato a Napoli nel 1930, appartiene alla storia dell’avanguar­dia napoletana sin dal suo primo manifestarsi. Allievo di Emilio Notte all’Accademia di Belle Arti, Persico raccoglie le sollecitazioni provenienti dalle sperimentazioni sul­la materia e dalle “vertigini cosmico-nucleari” della pittura di Mario Colucci. Nel 1955 aderisce... Continua

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Autore: Persico Mario

Tecnica: Tecnica mista su cartoncino

Misure: 36 x 24 cm

N-M: Napoli, 1930

Classificazione: Figure, Moderni, Figurativi, Altre tecniche.

Profumo particolare  (2010)

Note

  MRI - MARIO RICCIARDI Mario Ricciardi inizia la sua attività di produttore di immagini e scultore sin dal 1968. Dal 1981 rivolge la sua attenzione ai linguaggi. Il suo rapporto con la materia diventa così ragione e consapevolezza di un tempo nuovo delle arti, teso al riconoscimento di una scienza del vedere che resta ancora attualmente il suo impegno primo.“L’arte non è una montagna da scalare, è una conca da perlustrare, un vuoto da percorrere, lo spazio senza fine, il tem... Continua

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Autore: Ricciardi Mario

Tecnica: Plastica, gesso, inchiostro su carta

Misure: 49 x 43 cm

N-M: S. Giorgio a Cremano, 1949

Classificazione: Figure, Moderni, Figurativi, Altre tecniche.

Figura  (1968)

Note

  RAFFAELE LIPPI "Sin dalla sua prima personale napoletana, nel 1931, Raffaele Lippi mostrava di vivere il travaglio della sua lealtà artistica, divorato dall'ansia di realizzare la pittura: il suo realismo si manifestava nel modo più istintivo, assolutamente privo di piacevolezze: era la pittura di un autodidatta, asciutta, scabra, ma interessante perché dal suo tessuto trasudava una febbre di libertà incondizionata; una pittura spiccatamente personale la cui tematica traeva... Continua

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Autore: Lippi Raffaele

Tecnica: Tecnica mista su cartoncino

Misure: 70 x 50 cm

N-M: Napoli, 1911 - 1982

Classificazione: Figure, Moderni, Figurativi, Altre tecniche.

Il sole dietro i fichi d'India  (1965)

Note

Firma in basso a destra. A tergo firma, titolo e timbro Prima Triennale dell'Adriatico, Civitanova Marche, 1965. CARLO MONTARSOLO È uno dei più noti e validi artisti della pittura italiana del dopoguerra. Di lui hanno scritto, con saggi e recensioni, i più importanti critici e studiosi d’arte. Il suo curriculum è fra i più ricchi e prestigiosi, per attività e riconoscimenti, della sua generazione. Dalla nativa Terni, sin da piccolo si trasferisce a Portici con tutta la famiglia. A sed... Continua

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Autore: Montarsolo Carlo

Tecnica: Tecnica mista su carta applicata su cartone

Misure: 50 x 68 cm

N-M: Marmore, 1922 – Roma, 2005

Classificazione: Paesaggi, Moderni, Figurativi, Altre tecniche.

Senza titolo
Paesaggio in Valdinevole. La casina rossa
Per tutta la vita
Senza titolo I
La vedova

Senza titolo

Note

DOMENICO SPINOSA Titolare di pittura per lunghi anni presso l’Accademia di Belle Arti di Napoli, è considerato tra i pittori più attivi dell’area dell’Informale, alla quale va ricondotta gran parte della sua ricerca. Numerose sono le sue mostre personali in tutta l’Italia e all’estero. Nelle sue tele, il dato reale o esterno, viene sottoposto ad una graduale consunzione, per cui il colore diventa l’unico protagonista del dipinto. Un colore che vede la luce ardere progressiv... Continua

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Autore: Spinosa Domenico

Tecnica: Tecnica mista su cartoncino

Misure: 50 x 70 cm

N-M: Napoli, 1916 - 2007

Classificazione: Moderni, Astratti, Altre tecniche.

Paesaggio in Valdinevole. La casina rossa  (1938)

Note

SERGIO SCATIZZI L'opera, firmata e datata in basso a destra "Sergio Scatizzi 1938," è stata esposta alla storica mostra antologica del 1982 a Firenze, Palazzo Strozzi, presso la galleria La Strozzina. La grande mostra intitolata "Sergio Scatizzi opere 1936 - 1982", con 200 opere esposte, è stata organizzata da Raffaele Monti e da Alfredo Righi e presentata in catalogo da Carlo Ludovico Ragghianti dove l’illustre storico dell’arte ricostruisce criticamente il lungo percorso di Scatizzi. I... Continua

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Autore: Scatizzi Sergio

Tecnica: Olio su tavola

Misure: 47 x 65 cm

N-M: Gragnano (LU), 1918 - Firenze, 2009

Classificazione: Paesaggi, Moderni, Figurativi, Oli.

Per tutta la vita  (2002)

Note

  UGO NESPOLO Ugo Nespolo, nato a Mosso (Biella), si é diplomato all’Accademia Albertina di BelleArti di Torino ed è laureato in Lettere Moderne. I suoi esordi nel panorama artisticoitaliano risalgono agli anni Sessanta, alla Pop Art, ai futuri concettuali e poveristi(mostre alla galleria il Punto di Remo Pastori, a Torino, e Galleria Schwarz diMilano). Mai legata in maniera assoluta ad un filone, la sua produzione si caratterizzasubito per un’accentuata impronta ironica, trasgressiva, ... Continua

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Autore: Nespolo Ugo

Tecnica: Soft painting. Tecnica mista su carta pregiata

Misure: 110 x 73 cm

N-M: Mosso, 1941

Classificazione: Moderni, Astratti, Altre tecniche.

Senza titolo I  (1972)

Note

  ELIO WASCHIMPS “È difficile parlare di un amico. E verso Elio Waschimps questo sentimento di amicizia incarna l’autentico senso e significato fuori di ogni genericità e retorica. I legami famigliari sono la vera stupidaggine della vita perché creano affettività imposte ma non scelte, non elaborate, non mature dai riscontri. L’amicizia, invece, cresce e, naturalmente, si evolve, si consolida, cresce e, naturalmente, si sedimenta e ti entra dovunque: l’amico fa parte del qua... Continua

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Autore: Waschimps Elio

Tecnica: Olio su tela

Misure: 40 x 60 cm

N-M: Napoli, 1932

Classificazione: Figure, Moderni, Figurativi, Oli.

La vedova  (1978)

Note

  ERRICO RUOTOLO Dopo aver conseguito il diploma di maturità artistica, si iscrive all'Accademia di Belle Arti di Napoli dove frequenta il corso di Pittura diplomandosi nel 1962. Le sue prime opere si collocano nell'ambito di un figurativo con inclinazioni tendenti al surrealista, dove il colore assume un ruolo determinante. Nel 1965 espone a Siviglia, e successivamente, nel 1966 è presente a "Proposta '66" a Roma e, nel 1967, partecipa, sempre a Roma, alla rassegna "Prospettiva 3". L... Continua

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Autore: Ruotolo Errico

Tecnica: Olio su tela

Misure: 80 x 100 cm

N-M: Napoli, 1939 - 2008

Classificazione: Figure, Moderni, Figurativi, Oli.

Il tetto, quel giorno...
Napoli 1656. Incontro al palazzo tra due monatti il fantasma del cardinale e i cherubini del diavolo e della morte.
Senza titolo
Encausto
Formas de la solidad - El abrazo

Il tetto, quel giorno...  (2002)

Note

GIOVANNI RICCIARDI Inizia la sua attività espositiva a Napoli dal 1995, sono gli anni in cui frequenta l’accademia di Belle Arti, luogo di incontro/scontro di idee, progetti, concretizzati in un momento di grosso fermento e sperimentazione artistica. Espone successivamente in sedi istituzionali di rilievo in Italia e all’estero tra cui: Napoli Museo Nazionale, Museo Pietrarsa, Convitto Nazionale), Milano (Fondazione Stelline, gallerie private), Roma (Palazzo delle Esposizioni), Bo... Continua

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Autore: Ricciardi Giovanni

Tecnica: Olio polimaterico su tela

Misure: 120 x 100 cm

N-M: Castellammare di Stabia, 1977

Classificazione: Moderni, Astratti, Oli.

Napoli 1656. Incontro al palazzo tra due monatti il fantasma del cardinale e i cherubini del diavolo e della morte.  (1984)

Note

  UMBERTO PIEZZO Umberto Piezzo ha frequentato il Liceo Artistico di Napoli con i professori Mario Persico e Claudio Lezoche. La sua prima personale risale al 1972 a Portici. Nel 1973 presenta, sul tema rapporto uomo-natura, una mostra dibattito a Milano presso la Galleria Guastalla. Nel 1974 si interessa attivamente di teatro. A Foggia organizza due mostre che prendono spunto da una serie di suoi testi sui suoi rapporti con il tempo, tra passato e presente. Nel 1975, nell’ambito teatral... Continua

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Autore: Piezzo Umberto

Tecnica: Tecnica mista su cartoncino

Misure: 75 x 55 cm

N-M: Portici, 1957

Classificazione: Figure, Moderni, Figurativi, Altre tecniche.

Senza titolo  (1971)

Note

  MIMMO PALADINO Mimmo Paladino ci ha abituati a grandi dipinti capaci di catalizzare lo sguardo con immagini dotate di un'opulenta ricchezza, dove però i personaggi sembrano vivere una sorta di disagio esistenziale. Immagini che hanno poco a che fare con la realtà e ben di rado ricavate da qualsiasi sfondo particolare di esperienza concreta. Con i suoi lavori ci invitava ad allenare lo sguardo di fronte a dipinti governati da una evidente vigore formale e cromatico, che spesso sfiorano una... Continua

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Autore: Paladino Mimmo

Tecnica: Collage su cartoncino

Misure: 35 x 25 cm

N-M: Paduli, 1948

Classificazione: Moderni, Astratti, Altre tecniche.

Encausto

Note

  PIPPO ORIANI. Nel 1927 entra in contatto con Fillia e altri futuristi torinesi, con i quali espone alla Mostra Internazionale di Torino del 1928. L’anno successivo inizia la partecipazione sistematica alle mostre del gruppo futurista. Dal 1929 al 1933 è spesso a Parigi, entrando in rapporto con Léger, Zadkine, Kandinskij, Prampolini, ecc. Nel 1932 e nel 1936 è alla Biennale di Venezia, mentre si fanno più sporadici i contatti con il gruppo futurista. L'artista torinese, dal 1969 al 19... Continua

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Autore: Oriani Pippo

Tecnica: Encausto su cartone

Misure: 50 x 65 cm

N-M: Torino, 1909 - Roma, 1972

Classificazione: Paesaggi, Moderni, Figurativi, Altre tecniche.

Formas de la solidad - El abrazo  (1977)

Note

  GASTON ORELLANA Figlio di emigranti spagnoli, madre andalusa e padre dell’Estremadura, Gaston Orellana è nato a Valparaiso nel 1933. A 18 anni prese la cittadinanza spagnola, dopo aver effettuato un viaggio di studi archeologici attraverso il Perù, la Bolivia e l’Argentina. Fin da giovanissimo stabilisce profonda amicizia con Pablo Neruda e nel 1957 a Buenos Aires conosce Rafael Alberti e Miguel Angel Asturias. Per due anni soggiorna a Maiorca e per dieci anni a Madrid. Attualmente ri... Continua

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Autore: Orellana Gaston

Tecnica: Olio su tela

Misure: 120 x 100 cm

N-M: Valparaiso del Cile, 1933

Classificazione: Figure, Moderni, Astratti, Oli.

Imagerie cosmica
Senza Titolo II
Immagine
Uomini e rettili
Senza Titolo I

Imagerie cosmica "in red"  (1962)

Note

  LUCA (Luigi Castellano) La sua attività si esplicava in svariati campi che vanno dalla produzione propriamente artistica all'impegno come teorico ed organizzatore; conduceva, in varie modalità espressive, un coerente percorso creativo e teorico. Dall'immediato dopoguerra i suoi interessi si rivolsero ai più avanzati ambienti artistici napoletani, in particolare al Gruppo Sud. Del ‘58 è la mostra alla galleria Medea di Napoli 13 Pittori Napoletani con la presentazione di Ottavio Morisa... Continua

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Autore: Luca ( Castellano Luigi )

Tecnica: Tempera verniciata su carta rintelata

Misure: 70 x 100 cm

N-M: Napoli, 1923 - Portici, 2001

Classificazione: Moderni, Astratti, Altre tecniche.

Senza Titolo II  (1983)

Note

L'opera è autenticata dall'artista su foto, registrata presso l'archivio ufficiale del Museo Emblema e pubblicata sul catalogo della mostra personale di Salvatore Emblema "Tessere & Detessere" del 2008.   SALVATORE EMBLEMA Emblema nasce a Terzigno (Napoli) nel 1929. Ha frequentato il liceo artistico e l'Accademia di Belle Arti a Napoli. Nel 1948, ha cominciato a produrre dei "Collages" usando delle foglie disseccate e costruendo dei ritratti attraverso le modulazioni cromatiche. ... Continua

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Autore: Emblema Salvatore

Tecnica: Terre vesuviane su tela di juta

Misure: 90 x 100 cm

N-M: Terzigno, 1929 - 2006

Classificazione: Moderni, Astratti, Altre tecniche.

Immagine  (1964)

Note

  CARMINE DI RUGGIERO Carmine Di Ruggiero nasce a Napoli nel 1934. Viene “iniziato” all’arte giovanissimo. Nel 1958 sì diploma all’Accademia di belle arti di Napoli. È nella fucina del grande maestro Emilio Notte, che Carmine forgerà la tempra, su cui passeranno oltre cinquant’anni di pittura. Incomincia ad esporre dal 1952. Una prima fase di lavori avrà come soggetto paesaggi e nature morte. Incomincia ad avanzare, nella prima metà degli anni cinquanta, l’esperienza informal... Continua

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Autore: Di Ruggiero Carmine

Tecnica: Tempera su tavola

Misure: 100 x 70 cm

N-M: Napoli, 1934

Classificazione: Moderni, Astratti, Altre tecniche.

Uomini e rettili

Note

  ARMANDO DE STEFANO Autentica personalità dell'arte napoletana, Armando De Stefano fu attore di primo piano in tutti gli avvenimenti artistici della città dal 1947 in poi. Con la pittura, l'artista è tornato al nostro migliore Seicento, risciacquandolo nelle acque di una percezione modernissima del "reale": il ribaltamento in avanti della prospettiva, la riduzione dell'ambiente in atmosfera d'assenza, la iterazione delle figure, l'inserimento improvviso di elementi estranei o di partiture... Continua

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Autore: De Stefano Armando

Tecnica: Olio su tela

Misure: 50 x 70 cm

N-M: Napoli, 1926

Classificazione: Figure, Moderni, Figurativi, Oli.

Senza Titolo I

Note

  GIUSTINO CALIBE' Simona Barucco: “Le opere di Giustino Calibè si compongono di stratificazioni dolorose e di magiche suggestioni. Il ricordo è improvvisamente presenza nel respiro greve del colore marcio che naviga faticosamente su superfici trattate come immensi cretti, dove la sabbia vesuviana è strato e substrato di una dimensione sospesa tra tempo e spazio. Come arricchita dalle tonalità pure del colore, la fredda e antica sabbia vesuviana si trasforma in lava bollente ed es... Continua

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Autore: Calibe Giustino

Tecnica: Olio su tela

Misure: 160 x 160 cm

N-M: Napoli, 1950

Classificazione: Moderni, Astratti, Oli.

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