Galleria

In Galleria abbiamo 244 opere d'arte suddivise in tantissime pagine. Scegli l'opera che ti interessa. Sei pronto per metterti in diretto contatto con noi e concludere l'acquisto.

Vai

Le cornici

51 modelli di cornici presenti nella nostra collezione. Sei interessato ad una cornice? Visita la collezione. Potrai contattarci e richiedere maggiori informazioni.

Vai

Le stampe antiche

Il cultore dell’incisione d’epoca può soddisfare il suo particolare e ricercato interesse grazie alle diverse e splendide stampe antiche del XVIII e XIX secolo della Collezione Marciano Arte.

Vai
Titolo: Autoritratto
Autore: Notte Emilio
Tecnica: Olio su tela
Misure: 73 x 55 cm
N-M: Ceglie Messapica, 1891 - Napoli, 1982
Classificazione: Figure, Classici, Figurativi, Oli.
Richiedi informazioni

Potrebbero piacerti anche:

Castagnaro di Eco Aniello
Tecnica mista su cartoncino di Eco Aniello
Marina di Salvati Giuseppe
Olio su tela di Salvati Giuseppe
Natura morta di Marquez Alfonso
Tecnica mista su tela di Marquez Alfonso

Note Critico - Biografiche

 

EMILIO NOTTE

Emilio Notte nasce il 30 gennaio 1891 a Ceglie Messapica, nel brindisino, da Giovanni Notte, di cospicua famiglia marosticana, e dalla contessa vicentina Lucinda Chiumenti Fincati. Ma la famiglia si trasferisce presto prima a Lagonegro, poi a Sant'Angelo dei Lombardi, dove Notte frequenta le ginnasiali. Il motivo di sì frequenti trasferimenti dipendeva dall’attività del signor Giovanni, Ufficiale del Bollo, ovvero un dirigente del dicastero corrispondente all’attuale Ministero delle Finanze; ed è noto che in quei tempi – siamo nell’ultimo scorcio dell’Ottocento – la politica postunitaria imponeva l’ammodernamento degli apparati amministrativi del sud d’Italia, sicché ai migliori funzionari toccava viaggiare in lungo e in largo per la penisola. In ogni caso precoce è la sua vocazione artistica del piccolo Emilio. Non ancora dodicenne rivela un talento naturale fuori dall'ordinario. Perciò la famiglia decide di sottoporre la produzione del piccolo Notte al vaglio di Vincenzo Volpe, allora direttore dell'Istituto di Belle Arti di Napoli (oggi Accademia), il quale gli concede uno studiolo adiacente al suo e gli insegna il "mestiere". Dell'ambiente artistico partenopeo d'inizio secolo Notte non conserva un buon ricordo. Unica eccezione è la solitaria figura di Cammarano, che Notte ammira per la sua libertà espressiva. Comunque nel 1907 la famiglia si trasferisce nuovamente, questa volta in Toscana, a Prato. Lì Notte conosce il poeta e saggista Bino Binazzi, scopritore di talenti, e con Binazzi è sempre in compagnia di Curzio Malaparte. Ma frequenta anche per alcuni mesi lo studio di Fattori, dal quale apprende il gusto per le composizioni di ampio respiro. E' nello studio di Fattori che entra in contatto con il vivace ambiente della "Giovine Etruria", dunque con Plinio Nomellini, con Galileo Chini e altri. Le frequentazioni si estendono anche all'intelligenza artistica pistoiese. Notte è in quel tempo amico e sodale di Giovanni Costetti, di Renato Fondi, di Nannini, di Andrea Lippi; entra nel circuito della rivista "La Tempra", e alla Famiglia Artistica Pistoiese espone insieme a Rosai, Gigiotti Zanini, Celestini, Chiappelli. Dal 1913 in poi, tramite Bino Binazzi, entra in diretto contatto con l'avanguardia fiorentina, e frequenta assiduamente le "Giubbe Rosse" e il caffé Pazkowsky. Si lega d'amicizia imperitura con Giuseppe Prezzolini e con Aldo Palazzeschi, frequenta Giovanni Papini, e come ricorda Primo Conti "era con Soffici". Nel '13 conosce Boccioni, Marinetti, Carrà, Italo Tavolato, ed è fra i sostenitori del Futurismo alla storica serata al Teatro Verdi. In quei giorni si accompagna a Emilio Pettoruti, al fotografo Nunes Vais, ad Aleardo Xul Solar, a Magnelli. Stringe amicizia con Luigi Russolo, con Ginna e Corra, con Maria Ginanni; frequenta la biblioteca teosofica e si lega d'amicizia con Eva Khun e con Amendola. E' ascoltato sodale di Emilio Settimelli, di Mario Carli, dei pittori Marasco, Venna, Conti, Baldessari, Lega, Chiti. Contemporaneamente si iscrive all'Accademia di Belle Arti di Firenze. Adolfo De Carolis, che è il suo maestro, lo considera però un suo pari e un giorno gli presenta Gabriele D'Annunzio, che più volte visiterà lo studio del giovane Notte. Il quale nel frattempo - siamo nel 1915 - si è trasferito a Firenze. Egli è un pittore già noto, avendo alle spalle molte prestigiose mostre: espone tra l'altro alla Promotrice di Firenze un'opera che viene acquistata dalla Galleria d'Arte Moderna di Firenze e che oggi trovasi a Palazzo Pitti. Nel 1912 partecipa alla Biennale di Venezia; e nel '14 è stato notato a Roma, alla "Secessione", come il miglior talento della "Giovine Etruria", e ha vinto il prestigiosissimo Concorso Baruzzi (con l'opera "Il Soldo", aggi al Museo d'Arte Contemporanea di Bologna). Nel 1915 entra ufficialmente nel Movimento Futurista, ma le sue prime opere futuriste risalgono alla fine del 1913. Dunque, nella Firenze futurista Notte diventa un punto di riferimento, anche sul periodico "L'Italia Futurista", dove tra l'altro firma nel '17 insieme all'amico-allievo Lucio Venna il manifesto "Fondamento Lineare Geometrico". Il primo quadro futurista acquistato dal re d'Italia è un'opera di Emilio Notte. Si tratta di "La strada bianca", del '14, oggi al Quirinale. Sono gli anni della Grande Guerra e Notte è al fronte. Combatte sul Carso. Viene ferito gravemente (e decorato al valore). Durante la convalescenza all'ospedale militare di Bologna stringe amicizia con Morandi, e con Arturo Martini, che ritroverà a Milano. A Milano Notte giunge nel 1918. Marinetti lo introduce subito nel salotto di Margherita Sarfatti, musa ispiratrice che però Notte già conosce dagli anni fiorentini. Lì il pittore frequenta soprattutto Sironi e Carrà. E poi Ada Negri, Serrati, Arturo Martini, Anselmo Bucci, Leonardo Dudreville. Festeggia Severini insieme agli altri amici futuristi quando questi viene a Milano portando il vento di Parigi. Nel '19, a Milano, espone una sua personale futurista presentata da Marinetti alla Galleria Ballerini. Mostra replicata a Roma da Bragaglia e recensita con entusiasmo da Roberto Longhi. In quel periodo è tentato dall'esperienza dadaista e pubblica disegni su "Procellaria", frequenta i dadaisti italiani Gino Cantarelli, Aldo Fiozzi, Otello Rebecchi, Mario Dessy, Dario De Tuoni. Frequenta anche il pilota futurista Fedele Azari, Luigi Russolo e il musicista Alfredo Casella. Contemporaneamente pubblica tricromie futuriste su "Poesia", disegni e scritti su "Roma Futurista". Per qualche tempo si trasferisce a Venezia dove fonda L'Unione Giovani Artisti dove salda vecchi e nuovi contatti: Nino Barbantini, Teodoro Wolf Ferrari, Enrico Trois, Ercole Sibellato, Ferruccio Scattola ecc. Nel ‘20 organizza la storica mostra dei "Dissidenti" di 'Ca Pesaro ed espone insieme a Casorati, Arturo Martini, Gino Rossi, Scopinich, Pio Semeghini. A Venezia insegna al Liceo artistico, avendo tra gliatri per allievi Afro e Mirko Basaldella. Poi torna a Milano, fino al '24, anno in cui vince il Pensionato Nazionale, che gli consente di trasferirsi a Roma. Nel frattempo ha esposto ancora alla mostra futurista al Cova, e invitato da Prampolini all'esposizione futurista di Ginevra. L'esperienza futurista si conclude nel '21. Espone opere del "ritorno all'ordine" alla prima e seconda Biennale di Roma, e ottiene più sale personali alla "Primaverile" fiorentina del '22, organizzata da Sem Benelli. A Roma fra il '24 e il '26 insegna figura disegnata alla Scuola Libera del nudo in via Ripetta e ha per allievo Scipione. Ancora a Roma Notte incontra vecchi e nuovi amici: Ferruccio Ferrazzi, De Chirico, Ercole Drei, Carlo Socrate, che è suo dirimpettaio al Monte Tarpeo. E poi Balla, Attilio Torresini, Antonio Maraini, Adolfo De Carolis, Arturo Martini. Frequentatore assiduo della "Terza ricordato fra i componenti della cosiddetta "Scuola romana", fatto ancor più singolare in quanto le saletta" del caffé Aragno e Villa Strohl-Fern, cioè il cenacolo di Longhi, Notte non è tuttavia cronache dell’epoca registrano fedelmente questa sua appartenenza, resa ancor più ovvia dallo stile delle opere di quel tempo. Nel '25 dipinge un grande affresco nella Villa d'Este, a Tivoli. A Roma Notte frequenta Bontempelli e entra nelle atmosfere del Realismo Magico. Nel '29 ottiene la cattedra all'Accademia di Belle Arti di Napoli. Inizia il suo magistero a Napoli, dove però si trasferirà definitivamente soltanto nel '36. A Napoli l'ambiente lo accoglie con freddezza, e anzi per un ventennio Notte è soggetto a continui attacchi, privati e pubblici, a causa della sua didattica avanguardista. Ma da Notte deriva appunto lo svecchiamento della cultura artistica partenopea. Proprio durante il primo ventennio del suo magistero Notte getta le basi di quella cultura artistica del dopoguerra che potrà dichiararsi al passo con le altre esperienze europee. E' un lavoro faticoso e sotterraneo, ma è un impegno costantemente confortato dall'interesse degli allievi, che emigrano dalle altre cattedre attirati dall'atmosfera internazionale che si respira presso la scuola di Emilio Notte. Dal '39 al '49 Notte dirige l'Accademia. E dal dopoguerra e fino agli anni Sessanta Emilio Notte diventa il punto di riferimento degli allievi più promettenti, cioè di coloro che poi si conquisteranno un ruolo nell'agone artistica nazionale e internazionale dal dopoguerra in poi. Muore a Napoli, nella sua casa in via Jannelli, il 7 luglio 1982, ricevendo i conforti religiosi dal Barnabita Luigi Lagreca. (fonte: www.galleriailtriangolo.com)

 

 

“C’era una volta Emilio Notte. Napoli l’ha dimenticato, Lecce no” di Maria Roccasalva

Alcuni anni fa, a Ceglie Messapica, in Puglia, si tenne un convegno di studi su Emilio Notte inserito nel quadro del Futurismo italiano. Dagli atti di quel convegno, oggi sta per essere pubblicato, in collaborazione con l'Università di Lecce, un libro davvero scientifico, cui hanno partecipato insigni studiosi di questo Movimento che fu una gloria indiscussa del nostro Novecento. Il grande volume comprende anche illuminanti saggi di Gino Agnese, presidente della Quadrien­nale di Roma, Enrico Crispolti, il più autorevole esperto del Futurismo in arte, del professor Antonio Giannone dell'Università di Lecce, nonché due lunghe interviste raccolte e trascritte da Michele Ciracì, in cui Emilio Notte racconta la sua vita, e scritti inediti del Maestro risalenti agli anni dal 1915 al 1920, tuttora conservati nell'archivio di Primo Conti, dove sono raccolti i più importanti documenti del Futurismo.

Fin qui nulla di strano: Notte è uno dei grandi esponenti del Futurismo, e un tale riconoscimento gli è dovuto. Il dato interessante è che sia la Puglia a manifestare attenzione sulla sua opera. Perché Notte, a Ceglie Messapica, vi nacque soltanto, e a Lecce non c'è mai stato, né come artista né come semplice turista. Egli, infatti, svolse la sua attività di docente e artista a Milano, Firenze, Venezia, Roma e infine a Napoli. Eppure è la Puglia che lo ricorda con orgoglio, consapevole del fatto che il suo nome è una gloria per l'intera regione.

Rallegra il cuore che in qualche parte dell'Italia si coltivi la memoria di personaggi illustri. Dovremmo prenderne esempio anche noi napoletani, perché Emilio Notte, a Napoli, tenne la cattedra di Pittura all'Accademia di Belle Arti per oltre quarant'anni e per un decennio ne fu anche direttore. Ma non ce lo ricordia­mo più. Eppure egli è la figura chiave nel panorama artistico della nostra città. Tralasciamo il fatto che a Venezia siano stati suoi allievi Mirko e Afro Basaldella, a Roma il grande Scipione, a Napoli egli ha avuto come allievi Mimmo Rotella, Lucio Del Pezzo, Guido Biasi, Mimmo Jodice, Armando de Stefano (che fu anche suo successore alla cattedra di Pittura), Mario Colucci, che fu suo assistente, tanto per citarne alcuni fra i più rappresentativi, nonché tutta la lunghissima schiera di artisti che ancora oggi operano con più o meno fortuna nella nostra città. Di tutti questi, Emilio Notte è stato il Maestro per antonomasia.

Quando negli anni Trenta giunse a Napoli, aveva alle spalle una robusta cultura artistica europea che spaziava da Cezanne all'Espressionismo tedesco, dalla Secessione al Futurismo, oltre a una fitta rete di rapporti con gli esponenti più autorevoli della cultura italiana del Novecento, come Filippo Tommaso Marinetti, Carlo Carrà, Ardengo Soffici, con Massimo Bontempelli del Realismo Magico, con Arturo Martini, con Margherita Sarfatti, che curò le sue mostre milanesi. Napoli, in quegli anni, viveva una stagione artistica a dir poco mediocre: di Picasso non si conosceva neppure il nome e dove, se si eccettua qualche isolato come Eugenio Viti, l'arte si trascinava sull'oleografismo più deteriore. Con un paziente e appassionato lavoro egli svecchiò e preparò il terreno a quella che sarebbe stata l'avanguardia degli anni Cinquanta e Sessanta, formando artisti che avrebbero dialogato con l'Europa, come il MAC napoletano, il Gruppo Sud, Il Gruppo 58, e la Pop Art. Non ci sono stati artisti napoletani che non siano usciti dalla scuola di Emilio Notte. Non fosse che per questo Napoli dovrebbe tributargli un doveroso riconoscimento con una mostra antologica completa e scientifica.

È giusto accogliere nella nostra città artisti di fama mondiale, ma insieme a questi sarebbe nostro dovere ricordare anche le nostre glorie passate e, presenti. Soprattutto passate, altrimenti ci destiniamo al colonialismo culturale. Sono venti anni che Roma propone grandi mostre della Scuola Romana; Bologna fa altrettanto con i suoi artisti, per non parlare di Milano e di Torino. Ogni tanto bisognerebbe ricordare che Mnemosine (la Memoria), era la madre delle Muse (le arti). Ars longa, vita brevis, diceva Orazio, nel senso che l'arte oltrepassa la vita umana e la perpetua. E solo per questo, che gli artisti si dannano l'anima: per sopravvivere. Fatica inutile, per quelli napoletani, senza la Memoria.

Ritratto di donna
Diotimo cala la torcia nel braciere
Profumo particolare
Figura
Il sole dietro i fichi d'India

Ritratto di donna  (1964)

Note

  RENATO BARISANI Scultore e pittore, nel 1937 termina gli studi di scultura presso l’Istituto d’arte di Napoli e frequenta per due anni, grazie ad una borsa di studio, i corsi dell’istituto Superiore per le Industrie Artistiche di Monza al termine dei quali consegue il relativo diploma. Rientrato a Napoli, frequenta l’Accademia di Belle Arti e si diploma in scultura nel 1941. Ha insegnato disci­pline artistiche negli Istituti d’Arte e nei Licei Artistici. Dal 1978 al 1984 ha inseg... Continua

Richiedi informazioni

Dettagli

Autore: Barisani Renato

Tecnica: Olio polimaterico su tavola

Misure: 101 x 82 cm

N-M: Napoli, 1918 - 2011

Classificazione: Figure, Moderni, Astratti, Oli, Altre tecniche.

Diotimo cala la torcia nel braciere  (1997)

Note

Opera pubblicata alla pagina 21 del 3° fascicolo della "Storia di Napoli illustrata. Una terra si racconta". MARIO PERSICO L’arte di Mario Persico, nato a Napoli nel 1930, appartiene alla storia dell’avanguar­dia napoletana sin dal suo primo manifestarsi. Allievo di Emilio Notte all’Accademia di Belle Arti, Persico raccoglie le sollecitazioni provenienti dalle sperimentazioni sul­la materia e dalle “vertigini cosmico-nucleari” della pittura di Mario Colucci. Nel 1955 aderisce... Continua

Richiedi informazioni

Dettagli

Autore: Persico Mario

Tecnica: Tecnica mista su cartoncino

Misure: 36 x 24 cm

N-M: Napoli, 1930

Classificazione: Figure, Moderni, Figurativi, Altre tecniche.

Profumo particolare  (2010)

Note

  MRI - MARIO RICCIARDI Mario Ricciardi inizia la sua attività di produttore di immagini e scultore sin dal 1968. Dal 1981 rivolge la sua attenzione ai linguaggi. Il suo rapporto con la materia diventa così ragione e consapevolezza di un tempo nuovo delle arti, teso al riconoscimento di una scienza del vedere che resta ancora attualmente il suo impegno primo.“L’arte non è una montagna da scalare, è una conca da perlustrare, un vuoto da percorrere, lo spazio senza fine, il tem... Continua

Richiedi informazioni

Dettagli

Autore: Ricciardi Mario

Tecnica: Plastica, gesso, inchiostro su carta

Misure: 49 x 43 cm

N-M: S. Giorgio a Cremano, 1949

Classificazione: Figure, Moderni, Figurativi, Altre tecniche.

Figura  (1968)

Note

  RAFFAELE LIPPI "Sin dalla sua prima personale napoletana, nel 1931, Raffaele Lippi mostrava di vivere il travaglio della sua lealtà artistica, divorato dall'ansia di realizzare la pittura: il suo realismo si manifestava nel modo più istintivo, assolutamente privo di piacevolezze: era la pittura di un autodidatta, asciutta, scabra, ma interessante perché dal suo tessuto trasudava una febbre di libertà incondizionata; una pittura spiccatamente personale la cui tematica traeva... Continua

Richiedi informazioni

Dettagli

Autore: Lippi Raffaele

Tecnica: Tecnica mista su cartoncino

Misure: 70 x 50 cm

N-M: Napoli, 1911 - 1982

Classificazione: Figure, Moderni, Figurativi, Altre tecniche.

Il sole dietro i fichi d'India  (1965)

Note

Firma in basso a destra. A tergo firma, titolo e timbro Prima Triennale dell'Adriatico, Civitanova Marche, 1965. CARLO MONTARSOLO È uno dei più noti e validi artisti della pittura italiana del dopoguerra. Di lui hanno scritto, con saggi e recensioni, i più importanti critici e studiosi d’arte. Il suo curriculum è fra i più ricchi e prestigiosi, per attività e riconoscimenti, della sua generazione. Dalla nativa Terni, sin da piccolo si trasferisce a Portici con tutta la famiglia. A sed... Continua

Richiedi informazioni

Dettagli

Autore: Montarsolo Carlo

Tecnica: Tecnica mista su carta applicata su cartone

Misure: 50 x 68 cm

N-M: Marmore, 1922 – Roma, 2005

Classificazione: Paesaggi, Moderni, Figurativi, Altre tecniche.

Senza titolo
Paesaggio in Valdinevole. La casina rossa
Per tutta la vita
Senza titolo I
La vedova

Senza titolo

Note

DOMENICO SPINOSA Titolare di pittura per lunghi anni presso l’Accademia di Belle Arti di Napoli, è considerato tra i pittori più attivi dell’area dell’Informale, alla quale va ricondotta gran parte della sua ricerca. Numerose sono le sue mostre personali in tutta l’Italia e all’estero. Nelle sue tele, il dato reale o esterno, viene sottoposto ad una graduale consunzione, per cui il colore diventa l’unico protagonista del dipinto. Un colore che vede la luce ardere progressiv... Continua

Richiedi informazioni

Dettagli

Autore: Spinosa Domenico

Tecnica: Tecnica mista su cartoncino

Misure: 50 x 70 cm

N-M: Napoli, 1916 - 2007

Classificazione: Moderni, Astratti, Altre tecniche.

Paesaggio in Valdinevole. La casina rossa  (1938)

Note

SERGIO SCATIZZI L'opera, firmata e datata in basso a destra "Sergio Scatizzi 1938," è stata esposta alla storica mostra antologica del 1982 a Firenze, Palazzo Strozzi, presso la galleria La Strozzina. La grande mostra intitolata "Sergio Scatizzi opere 1936 - 1982", con 200 opere esposte, è stata organizzata da Raffaele Monti e da Alfredo Righi e presentata in catalogo da Carlo Ludovico Ragghianti dove l’illustre storico dell’arte ricostruisce criticamente il lungo percorso di Scatizzi. I... Continua

Richiedi informazioni

Dettagli

Autore: Scatizzi Sergio

Tecnica: Olio su tavola

Misure: 47 x 65 cm

N-M: Gragnano (LU), 1918 - Firenze, 2009

Classificazione: Paesaggi, Moderni, Figurativi, Oli.

Per tutta la vita  (2002)

Note

  UGO NESPOLO Ugo Nespolo, nato a Mosso (Biella), si é diplomato all’Accademia Albertina di BelleArti di Torino ed è laureato in Lettere Moderne. I suoi esordi nel panorama artisticoitaliano risalgono agli anni Sessanta, alla Pop Art, ai futuri concettuali e poveristi(mostre alla galleria il Punto di Remo Pastori, a Torino, e Galleria Schwarz diMilano). Mai legata in maniera assoluta ad un filone, la sua produzione si caratterizzasubito per un’accentuata impronta ironica, trasgressiva, ... Continua

Richiedi informazioni

Dettagli

Autore: Nespolo Ugo

Tecnica: Soft painting. Tecnica mista su carta pregiata

Misure: 110 x 73 cm

N-M: Mosso, 1941

Classificazione: Moderni, Astratti, Altre tecniche.

Senza titolo I  (1972)

Note

  ELIO WASCHIMPS “È difficile parlare di un amico. E verso Elio Waschimps questo sentimento di amicizia incarna l’autentico senso e significato fuori di ogni genericità e retorica. I legami famigliari sono la vera stupidaggine della vita perché creano affettività imposte ma non scelte, non elaborate, non mature dai riscontri. L’amicizia, invece, cresce e, naturalmente, si evolve, si consolida, cresce e, naturalmente, si sedimenta e ti entra dovunque: l’amico fa parte del qua... Continua

Richiedi informazioni

Dettagli

Autore: Waschimps Elio

Tecnica: Olio su tela

Misure: 40 x 60 cm

N-M: Napoli, 1932

Classificazione: Figure, Moderni, Figurativi, Oli.

La vedova  (1978)

Note

  ERRICO RUOTOLO Dopo aver conseguito il diploma di maturità artistica, si iscrive all'Accademia di Belle Arti di Napoli dove frequenta il corso di Pittura diplomandosi nel 1962. Le sue prime opere si collocano nell'ambito di un figurativo con inclinazioni tendenti al surrealista, dove il colore assume un ruolo determinante. Nel 1965 espone a Siviglia, e successivamente, nel 1966 è presente a "Proposta '66" a Roma e, nel 1967, partecipa, sempre a Roma, alla rassegna "Prospettiva 3". L... Continua

Richiedi informazioni

Dettagli

Autore: Ruotolo Errico

Tecnica: Olio su tela

Misure: 80 x 100 cm

N-M: Napoli, 1939 - 2008

Classificazione: Figure, Moderni, Figurativi, Oli.

Il tetto, quel giorno...
Napoli 1656. Incontro al palazzo tra due monatti il fantasma del cardinale e i cherubini del diavolo e della morte.
Senza titolo
Encausto
Formas de la solidad - El abrazo

Il tetto, quel giorno...  (2002)

Note

GIOVANNI RICCIARDI Inizia la sua attività espositiva a Napoli dal 1995, sono gli anni in cui frequenta l’accademia di Belle Arti, luogo di incontro/scontro di idee, progetti, concretizzati in un momento di grosso fermento e sperimentazione artistica. Espone successivamente in sedi istituzionali di rilievo in Italia e all’estero tra cui: Napoli Museo Nazionale, Museo Pietrarsa, Convitto Nazionale), Milano (Fondazione Stelline, gallerie private), Roma (Palazzo delle Esposizioni), Bo... Continua

Richiedi informazioni

Dettagli

Autore: Ricciardi Giovanni

Tecnica: Olio polimaterico su tela

Misure: 120 x 100 cm

N-M: Castellammare di Stabia, 1977

Classificazione: Moderni, Astratti, Oli.

Napoli 1656. Incontro al palazzo tra due monatti il fantasma del cardinale e i cherubini del diavolo e della morte.  (1984)

Note

  UMBERTO PIEZZO Umberto Piezzo ha frequentato il Liceo Artistico di Napoli con i professori Mario Persico e Claudio Lezoche. La sua prima personale risale al 1972 a Portici. Nel 1973 presenta, sul tema rapporto uomo-natura, una mostra dibattito a Milano presso la Galleria Guastalla. Nel 1974 si interessa attivamente di teatro. A Foggia organizza due mostre che prendono spunto da una serie di suoi testi sui suoi rapporti con il tempo, tra passato e presente. Nel 1975, nell’ambito teatral... Continua

Richiedi informazioni

Dettagli

Autore: Piezzo Umberto

Tecnica: Tecnica mista su cartoncino

Misure: 75 x 55 cm

N-M: Portici, 1957

Classificazione: Figure, Moderni, Figurativi, Altre tecniche.

Senza titolo  (1971)

Note

  MIMMO PALADINO Mimmo Paladino ci ha abituati a grandi dipinti capaci di catalizzare lo sguardo con immagini dotate di un'opulenta ricchezza, dove però i personaggi sembrano vivere una sorta di disagio esistenziale. Immagini che hanno poco a che fare con la realtà e ben di rado ricavate da qualsiasi sfondo particolare di esperienza concreta. Con i suoi lavori ci invitava ad allenare lo sguardo di fronte a dipinti governati da una evidente vigore formale e cromatico, che spesso sfiorano una... Continua

Richiedi informazioni

Dettagli

Autore: Paladino Mimmo

Tecnica: Collage su cartoncino

Misure: 35 x 25 cm

N-M: Paduli, 1948

Classificazione: Moderni, Astratti, Altre tecniche.

Encausto

Note

  PIPPO ORIANI. Nel 1927 entra in contatto con Fillia e altri futuristi torinesi, con i quali espone alla Mostra Internazionale di Torino del 1928. L’anno successivo inizia la partecipazione sistematica alle mostre del gruppo futurista. Dal 1929 al 1933 è spesso a Parigi, entrando in rapporto con Léger, Zadkine, Kandinskij, Prampolini, ecc. Nel 1932 e nel 1936 è alla Biennale di Venezia, mentre si fanno più sporadici i contatti con il gruppo futurista. L'artista torinese, dal 1969 al 19... Continua

Richiedi informazioni

Dettagli

Autore: Oriani Pippo

Tecnica: Encausto su cartone

Misure: 50 x 65 cm

N-M: Torino, 1909 - Roma, 1972

Classificazione: Paesaggi, Moderni, Figurativi, Altre tecniche.

Formas de la solidad - El abrazo  (1977)

Note

  GASTON ORELLANA Figlio di emigranti spagnoli, madre andalusa e padre dell’Estremadura, Gaston Orellana è nato a Valparaiso nel 1933. A 18 anni prese la cittadinanza spagnola, dopo aver effettuato un viaggio di studi archeologici attraverso il Perù, la Bolivia e l’Argentina. Fin da giovanissimo stabilisce profonda amicizia con Pablo Neruda e nel 1957 a Buenos Aires conosce Rafael Alberti e Miguel Angel Asturias. Per due anni soggiorna a Maiorca e per dieci anni a Madrid. Attualmente ri... Continua

Richiedi informazioni

Dettagli

Autore: Orellana Gaston

Tecnica: Olio su tela

Misure: 120 x 100 cm

N-M: Valparaiso del Cile, 1933

Classificazione: Figure, Moderni, Astratti, Oli.

Imagerie cosmica
Senza Titolo II
Immagine
Uomini e rettili
Senza Titolo I

Imagerie cosmica "in red"  (1962)

Note

  LUCA (Luigi Castellano) La sua attività si esplicava in svariati campi che vanno dalla produzione propriamente artistica all'impegno come teorico ed organizzatore; conduceva, in varie modalità espressive, un coerente percorso creativo e teorico. Dall'immediato dopoguerra i suoi interessi si rivolsero ai più avanzati ambienti artistici napoletani, in particolare al Gruppo Sud. Del ‘58 è la mostra alla galleria Medea di Napoli 13 Pittori Napoletani con la presentazione di Ottavio Morisa... Continua

Richiedi informazioni

Dettagli

Autore: Luca ( Castellano Luigi )

Tecnica: Tempera verniciata su carta rintelata

Misure: 70 x 100 cm

N-M: Napoli, 1923 - Portici, 2001

Classificazione: Moderni, Astratti, Altre tecniche.

Senza Titolo II  (1983)

Note

L'opera è autenticata dall'artista su foto, registrata presso l'archivio ufficiale del Museo Emblema e pubblicata sul catalogo della mostra personale di Salvatore Emblema "Tessere & Detessere" del 2008.   SALVATORE EMBLEMA Emblema nasce a Terzigno (Napoli) nel 1929. Ha frequentato il liceo artistico e l'Accademia di Belle Arti a Napoli. Nel 1948, ha cominciato a produrre dei "Collages" usando delle foglie disseccate e costruendo dei ritratti attraverso le modulazioni cromatiche. ... Continua

Richiedi informazioni

Dettagli

Autore: Emblema Salvatore

Tecnica: Terre vesuviane su tela di juta

Misure: 90 x 100 cm

N-M: Terzigno, 1929 - 2006

Classificazione: Moderni, Astratti, Altre tecniche.

Immagine  (1964)

Note

  CARMINE DI RUGGIERO Carmine Di Ruggiero nasce a Napoli nel 1934. Viene “iniziato” all’arte giovanissimo. Nel 1958 sì diploma all’Accademia di belle arti di Napoli. È nella fucina del grande maestro Emilio Notte, che Carmine forgerà la tempra, su cui passeranno oltre cinquant’anni di pittura. Incomincia ad esporre dal 1952. Una prima fase di lavori avrà come soggetto paesaggi e nature morte. Incomincia ad avanzare, nella prima metà degli anni cinquanta, l’esperienza informal... Continua

Richiedi informazioni

Dettagli

Autore: Di Ruggiero Carmine

Tecnica: Tempera su tavola

Misure: 100 x 70 cm

N-M: Napoli, 1934

Classificazione: Moderni, Astratti, Altre tecniche.

Uomini e rettili

Note

  ARMANDO DE STEFANO Autentica personalità dell'arte napoletana, Armando De Stefano fu attore di primo piano in tutti gli avvenimenti artistici della città dal 1947 in poi. Con la pittura, l'artista è tornato al nostro migliore Seicento, risciacquandolo nelle acque di una percezione modernissima del "reale": il ribaltamento in avanti della prospettiva, la riduzione dell'ambiente in atmosfera d'assenza, la iterazione delle figure, l'inserimento improvviso di elementi estranei o di partiture... Continua

Richiedi informazioni

Dettagli

Autore: De Stefano Armando

Tecnica: Olio su tela

Misure: 50 x 70 cm

N-M: Napoli, 1926

Classificazione: Figure, Moderni, Figurativi, Oli.

Senza Titolo I

Note

  GIUSTINO CALIBE' Simona Barucco: “Le opere di Giustino Calibè si compongono di stratificazioni dolorose e di magiche suggestioni. Il ricordo è improvvisamente presenza nel respiro greve del colore marcio che naviga faticosamente su superfici trattate come immensi cretti, dove la sabbia vesuviana è strato e substrato di una dimensione sospesa tra tempo e spazio. Come arricchita dalle tonalità pure del colore, la fredda e antica sabbia vesuviana si trasforma in lava bollente ed es... Continua

Richiedi informazioni

Dettagli

Autore: Calibe Giustino

Tecnica: Olio su tela

Misure: 160 x 160 cm

N-M: Napoli, 1950

Classificazione: Moderni, Astratti, Oli.

Nome:
E-mail:


Messaggio:
Invia