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Le cornici

51 modelli di cornici presenti nella nostra collezione. Sei interessato ad una cornice? Visita la collezione. Potrai contattarci e richiedere maggiori informazioni.

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Le stampe antiche

Il cultore dell’incisione d’epoca può soddisfare il suo particolare e ricercato interesse grazie alle diverse e splendide stampe antiche del XVIII e XIX secolo della Collezione Marciano Arte.

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Titolo: Mimose
Tecnica: Olio su tela
Misure: 60 x 50 cm
N-M: Napoli, 1891 - 1966
Classificazione: Nature morte, Classici, Figurativi, Oli.
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Note Critico - Biografiche

 

AMERIGO TAMBURRINI

Coetaneo e compagno di studi di Crisconio, Tamburrini si formò nell’atmosfera del realismo pittorico di Cammarano. Tuttavia Tamburrini, con le esperienze acquisite alla luce del vero, venne plasmando una sua propria fisionomia dalla quale emergeva un carattere impetuoso, libero, creativo, una personalità consapevole del proprio valore, insofferente di esser condizionata da correnti o da tematiche. Pittore sensibilissimo, traduceva sulla tela le sue emozioni con tecnica larga, con tocchi vibranti, dando al colore una resa rapida ed efficace. Specialmente negli ultimi anni, Tamburrini entrava in una fase di maggiore intensità della visione del vero, liricizzato dalla immaginazione: senza indulgere al particolare, all’episodico, alle facili lusinghe del colore locale, l’impegno era volto a una rappresentazione sintetica, a una essenzialità espressiva, nella chiarezza di un impianto semplice e naturalmente elegante. Pittore equilibrato e schietto, sagace ed acuto, Tamburrini si sentiva a suo agio dipingendo nel vivo respiro della natura e del vero.

Coetaneo e compagno di studi di Crisconio all’Istituto di Belle Arti di Napoli, Amerigo Tamburrini si formò anch’egli nell’atmosfera del realismo pittorico di Michele Cammarano, proseguendo poi all’aria libera, nella schiera dei giovani di talento riunitisi appunto intorno a Crisconio nella riscoperta di quel Pascone nel quale già Pratella aveva rilevato i primi sintomi di industrializzazione. Si trattava, cioè, di acquisire alla tematica artistica un paesaggio che andava perdendo gli antichi tradizionali connotati per evidenziarne altri totalmente diversi, certo meno «piacevoli» nel senso convenzionale e derivanti dai mutamenti imposti dalla incombente civiltà tecnologica. Tuttavia Tamburrini, con le esperienze acquisite alla luce del vero, venne plasmando una sua propria fisionomia dalla quale emergeva un carattere impetuoso, libero, creativo, una personalità consapevole del proprio valore, insofferente di esser condizionata da correnti o da tematiche. Pittore sensibilissimo, traduceva sulla tela le sue emozioni con tecnica larga, con tocchi vibranti, dando al colore una resa rapida ed efficace: il che spiega perché. anche se agli inizi aveva guardato a Crisconio (e quindi alla tradizione chiaroscurale che rappresentò un vertice della pittura napoletana dell’ultimo Ottocento e del primo Novecento), lo aveva fatto con originalità di sviluppi e di cadenze sue proprie, giungendo poi a rinnovare la tavolozza e la struttura del quadro, ponendo l’accento sui valori atmosferici e tendendo a una graduale semplificazione cromatica. Specialmente negli ultimi anni, Tamburrini entrava in una fase di maggiore intensità della visione del vero, liricizzato dalla immaginazione: senza indulgere al particolare, all’episodico. alle facili lusinghe del colore locale, l’impegno era volto a una rappresentazione sintetica — ugualmente intensa nella figura come nel paesaggio e nella natura morta —, a una essenzialità espressiva, nella chiarezza di un impianto semplice e naturalmente elegante. Pittore equilibrato e schietto, sagace ed acuto, Tamburrini si sentiva a suo agio dipingendo nel vivo respiro della natura e del vero. In un’epoca artistica contrassegnata da mescolanze improprie e da imperversanti ideologie, egli fu uno dei pochissimi a restar fermo sulle sue posizioni, contro corrente, fiero ed orgoglioso, alieno da ogni compromesso. E lo fece anche quando si trovò a dover lottare con i problemi dell’esistenza, spesso acuiti proprio dal suo atteggiamento: il che gli va accreditato ad incontestabile merito.

Formatosi da autodidatta. nel 1928 partecipa alla I Mostra Primaverile d’Arte organizzata dal G.U.F. di Napoli con Luci e ombre e l’anno successivo espone tre paesaggi alla Mostra del Virgulto. Negli anni del­la formazione, insieme a Mario Vittorio e ad altri giovani pittori, fa parte del gruppo dei ‘crisconiani’, con cui condivide una pennellata larga e densa di colore, insieme a delle gamme cromatiche scure, quasi severe. I motivi che Io interessano non differi­scono da quelli consueti del tempo: le figure, il pae­saggio, la natura morta. NeI 1930 partecipa alla se­conda Mostra Sindacale fascista, con Autoritratto e Case rivelando una sensibilità tonale di derivazione impressionista. Acuto osservatore della natura, ama dipingere en plein air, riuscendo a comunicare al­l’osservatore le emozioni che prova dinanzi al vero. «Camminatore e consumatore di scarpe» (P. Girace, 1964), va in giro per le campagne napoletane alla ricerca di luoghi inediti e scorci suggestivi che fissa sulla tela con pennellate rapide e scattanti. Nel 1932 si impone all’attenzione del pubblico con la sua pri­ma mostra personale alla Sala Paola, che raccoglie sessanta opere tra cui La pipa, In villa, Da Capodimonte, Via Roma. Pur rimanendo un pittore indipendente per tempe­ramento e carattere, condivide in questi anni il tentativo di uscire dai limiti di una cultura attardata e provinciale mostrando un’apertura ai proble­mi dell’arte contemporanea. Paolo Ricci ricorda i vivaci dibattiti sulle avanguar­die tra i giovani artisti che si riunivano intorno a Crisconio. Figura è un’opera in cui si avverte la meditazione su Cézan­ne. Il pittore affronta con nuova responsabilità la costruzione dell’immagine. Il geometrismo dei vo­lumi è evidenziato da un colore pastoso giocato sulla prevalenza dei grigi e dei verdi. La figura iso­lata della donna vista di tre quarti, si fonde con l’ambiente in un calmo rapporto di luci e di ombre. Interno propone uno spazio scandito dal taglio in diagonale che dà il senso della profondità. Un vaso di fiori, un libro aperto in primo piano, dietro una finestra che offre allo sguardo un paesaggio indefinito. I toni caldi, una pennellata espressiva, sono le note predominanti delle opere di questi anni. Inverno esposto alla IV Mostra Interprovinciale fascista nel 1933 conferma la capacità di fis­sare sulla tela in maniera rapida e sintetica il mo­tivo: un tronco spoglio di un albero in primo piano che annuncia la stagione invernale. Tamburrini continua ad esporre nelle successive Mostre Sindacali campane fino al 1942 senza tut­tavia cedere alla retorica di regime e continuan­do a mantenere un saldo rapporto con la realtà quotidiana. Nel I 943 con Placido e Taliercio espone ventiquat­tro opere alla Galleria d’Arte in una mostra orga­nizzata dall’Unione Fascista dei Professionisti ed Artisti di Napoli. Nelle opere di questi anni abban­dona gradualmente la sua prima maniera pur non variando le tematiche. Figure, nature morte e paesaggi sono riproposte depurate dei timbri cromatici più cupi propri della produzione degli anni Trenta e ravvivate da toni puri e atmosfere terse, anche se con un’esecuzione ancora una volta impetuosa. Negli anni della maturità Tamburrini continua ad alimentare la sua vena di paesaggista espressionista senza distaccarsi dall’ambiente napoletano. Nel 1947 espone al I Salone delle Arti Figurative nel ri­dotto Del Teatro San Carlo Autoritratto ancora in chiave crisconiana. L'anno successivo è presente al­la I Mostra Nazionale a Cava dei Tirreni. Dagli anni Cinquanta si registrano sue personali a Nervi, Bologna, Milano, Livorno, Napoli. Al Circolo Artistico di Bologna nel 1957 i suoi quadri sono esposti senza titolo come denuncia della piena autonomia del fatto pittorico. Nel catalogo della mostra dichiara testualmente: « I miei quadri non hanno titolo, ché, se dovessero averlo, preferirebbero quello di rendi­ta». Ma la pittura può intendersi anche come gioco, e Tamburrini non si esime dal personalizzare per gli amici i biglietti da visita con un fine esclusivamente ludico. È presente negli anni Sessanta ad alcune rassegne nazionali: Premio Nazionale di Pittura Posillipo (1961, 1962, 1963), Premio Michetti (1964, 1965). Sono state organizzate nel corso degli anni Settan­ta e Ottanta alcune retrospettive presso la Galleria Mediterranea di Napoli.

Ritratto di donna
Diotimo cala la torcia nel braciere
Profumo particolare
Figura
Il sole dietro i fichi d'India

Ritratto di donna  (1964)

Note

  RENATO BARISANI Scultore e pittore, nel 1937 termina gli studi di scultura presso l’Istituto d’arte di Napoli e frequenta per due anni, grazie ad una borsa di studio, i corsi dell’istituto Superiore per le Industrie Artistiche di Monza al termine dei quali consegue il relativo diploma. Rientrato a Napoli, frequenta l’Accademia di Belle Arti e si diploma in scultura nel 1941. Ha insegnato disci­pline artistiche negli Istituti d’Arte e nei Licei Artistici. Dal 1978 al 1984 ha inseg... Continua

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Autore: Barisani Renato

Tecnica: Olio polimaterico su tavola

Misure: 101 x 82 cm

N-M: Napoli, 1918 - 2011

Classificazione: Figure, Moderni, Astratti, Oli, Altre tecniche.

Diotimo cala la torcia nel braciere  (1997)

Note

Opera pubblicata alla pagina 21 del 3° fascicolo della "Storia di Napoli illustrata. Una terra si racconta". MARIO PERSICO L’arte di Mario Persico, nato a Napoli nel 1930, appartiene alla storia dell’avanguar­dia napoletana sin dal suo primo manifestarsi. Allievo di Emilio Notte all’Accademia di Belle Arti, Persico raccoglie le sollecitazioni provenienti dalle sperimentazioni sul­la materia e dalle “vertigini cosmico-nucleari” della pittura di Mario Colucci. Nel 1955 aderisce... Continua

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Autore: Persico Mario

Tecnica: Tecnica mista su cartoncino

Misure: 36 x 24 cm

N-M: Napoli, 1930

Classificazione: Figure, Moderni, Figurativi, Altre tecniche.

Profumo particolare  (2010)

Note

  MRI - MARIO RICCIARDI Mario Ricciardi inizia la sua attività di produttore di immagini e scultore sin dal 1968. Dal 1981 rivolge la sua attenzione ai linguaggi. Il suo rapporto con la materia diventa così ragione e consapevolezza di un tempo nuovo delle arti, teso al riconoscimento di una scienza del vedere che resta ancora attualmente il suo impegno primo.“L’arte non è una montagna da scalare, è una conca da perlustrare, un vuoto da percorrere, lo spazio senza fine, il tem... Continua

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Autore: Ricciardi Mario

Tecnica: Plastica, gesso, inchiostro su carta

Misure: 49 x 43 cm

N-M: S. Giorgio a Cremano, 1949

Classificazione: Figure, Moderni, Figurativi, Altre tecniche.

Figura  (1968)

Note

  RAFFAELE LIPPI "Sin dalla sua prima personale napoletana, nel 1931, Raffaele Lippi mostrava di vivere il travaglio della sua lealtà artistica, divorato dall'ansia di realizzare la pittura: il suo realismo si manifestava nel modo più istintivo, assolutamente privo di piacevolezze: era la pittura di un autodidatta, asciutta, scabra, ma interessante perché dal suo tessuto trasudava una febbre di libertà incondizionata; una pittura spiccatamente personale la cui tematica traeva... Continua

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Autore: Lippi Raffaele

Tecnica: Tecnica mista su cartoncino

Misure: 70 x 50 cm

N-M: Napoli, 1911 - 1982

Classificazione: Figure, Moderni, Figurativi, Altre tecniche.

Il sole dietro i fichi d'India  (1965)

Note

Firma in basso a destra. A tergo firma, titolo e timbro Prima Triennale dell'Adriatico, Civitanova Marche, 1965. CARLO MONTARSOLO È uno dei più noti e validi artisti della pittura italiana del dopoguerra. Di lui hanno scritto, con saggi e recensioni, i più importanti critici e studiosi d’arte. Il suo curriculum è fra i più ricchi e prestigiosi, per attività e riconoscimenti, della sua generazione. Dalla nativa Terni, sin da piccolo si trasferisce a Portici con tutta la famiglia. A sed... Continua

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Autore: Montarsolo Carlo

Tecnica: Tecnica mista su carta applicata su cartone

Misure: 50 x 68 cm

N-M: Marmore, 1922 – Roma, 2005

Classificazione: Paesaggi, Moderni, Figurativi, Altre tecniche.

Senza titolo
Paesaggio in Valdinevole. La casina rossa
Per tutta la vita
Senza titolo I
La vedova

Senza titolo

Note

DOMENICO SPINOSA Titolare di pittura per lunghi anni presso l’Accademia di Belle Arti di Napoli, è considerato tra i pittori più attivi dell’area dell’Informale, alla quale va ricondotta gran parte della sua ricerca. Numerose sono le sue mostre personali in tutta l’Italia e all’estero. Nelle sue tele, il dato reale o esterno, viene sottoposto ad una graduale consunzione, per cui il colore diventa l’unico protagonista del dipinto. Un colore che vede la luce ardere progressiv... Continua

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Autore: Spinosa Domenico

Tecnica: Tecnica mista su cartoncino

Misure: 50 x 70 cm

N-M: Napoli, 1916 - 2007

Classificazione: Moderni, Astratti, Altre tecniche.

Paesaggio in Valdinevole. La casina rossa  (1938)

Note

SERGIO SCATIZZI L'opera, firmata e datata in basso a destra "Sergio Scatizzi 1938," è stata esposta alla storica mostra antologica del 1982 a Firenze, Palazzo Strozzi, presso la galleria La Strozzina. La grande mostra intitolata "Sergio Scatizzi opere 1936 - 1982", con 200 opere esposte, è stata organizzata da Raffaele Monti e da Alfredo Righi e presentata in catalogo da Carlo Ludovico Ragghianti dove l’illustre storico dell’arte ricostruisce criticamente il lungo percorso di Scatizzi. I... Continua

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Autore: Scatizzi Sergio

Tecnica: Olio su tavola

Misure: 47 x 65 cm

N-M: Gragnano (LU), 1918 - Firenze, 2009

Classificazione: Paesaggi, Moderni, Figurativi, Oli.

Per tutta la vita  (2002)

Note

  UGO NESPOLO Ugo Nespolo, nato a Mosso (Biella), si é diplomato all’Accademia Albertina di BelleArti di Torino ed è laureato in Lettere Moderne. I suoi esordi nel panorama artisticoitaliano risalgono agli anni Sessanta, alla Pop Art, ai futuri concettuali e poveristi(mostre alla galleria il Punto di Remo Pastori, a Torino, e Galleria Schwarz diMilano). Mai legata in maniera assoluta ad un filone, la sua produzione si caratterizzasubito per un’accentuata impronta ironica, trasgressiva, ... Continua

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Autore: Nespolo Ugo

Tecnica: Soft painting. Tecnica mista su carta pregiata

Misure: 110 x 73 cm

N-M: Mosso, 1941

Classificazione: Moderni, Astratti, Altre tecniche.

Senza titolo I  (1972)

Note

  ELIO WASCHIMPS “È difficile parlare di un amico. E verso Elio Waschimps questo sentimento di amicizia incarna l’autentico senso e significato fuori di ogni genericità e retorica. I legami famigliari sono la vera stupidaggine della vita perché creano affettività imposte ma non scelte, non elaborate, non mature dai riscontri. L’amicizia, invece, cresce e, naturalmente, si evolve, si consolida, cresce e, naturalmente, si sedimenta e ti entra dovunque: l’amico fa parte del qua... Continua

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Autore: Waschimps Elio

Tecnica: Olio su tela

Misure: 40 x 60 cm

N-M: Napoli, 1932

Classificazione: Figure, Moderni, Figurativi, Oli.

La vedova  (1978)

Note

  ERRICO RUOTOLO Dopo aver conseguito il diploma di maturità artistica, si iscrive all'Accademia di Belle Arti di Napoli dove frequenta il corso di Pittura diplomandosi nel 1962. Le sue prime opere si collocano nell'ambito di un figurativo con inclinazioni tendenti al surrealista, dove il colore assume un ruolo determinante. Nel 1965 espone a Siviglia, e successivamente, nel 1966 è presente a "Proposta '66" a Roma e, nel 1967, partecipa, sempre a Roma, alla rassegna "Prospettiva 3". L... Continua

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Autore: Ruotolo Errico

Tecnica: Olio su tela

Misure: 80 x 100 cm

N-M: Napoli, 1939 - 2008

Classificazione: Figure, Moderni, Figurativi, Oli.

Il tetto, quel giorno...
Napoli 1656. Incontro al palazzo tra due monatti il fantasma del cardinale e i cherubini del diavolo e della morte.
Senza titolo
Encausto
Formas de la solidad - El abrazo

Il tetto, quel giorno...  (2002)

Note

GIOVANNI RICCIARDI Inizia la sua attività espositiva a Napoli dal 1995, sono gli anni in cui frequenta l’accademia di Belle Arti, luogo di incontro/scontro di idee, progetti, concretizzati in un momento di grosso fermento e sperimentazione artistica. Espone successivamente in sedi istituzionali di rilievo in Italia e all’estero tra cui: Napoli Museo Nazionale, Museo Pietrarsa, Convitto Nazionale), Milano (Fondazione Stelline, gallerie private), Roma (Palazzo delle Esposizioni), Bo... Continua

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Autore: Ricciardi Giovanni

Tecnica: Olio polimaterico su tela

Misure: 120 x 100 cm

N-M: Castellammare di Stabia, 1977

Classificazione: Moderni, Astratti, Oli.

Napoli 1656. Incontro al palazzo tra due monatti il fantasma del cardinale e i cherubini del diavolo e della morte.  (1984)

Note

  UMBERTO PIEZZO Umberto Piezzo ha frequentato il Liceo Artistico di Napoli con i professori Mario Persico e Claudio Lezoche. La sua prima personale risale al 1972 a Portici. Nel 1973 presenta, sul tema rapporto uomo-natura, una mostra dibattito a Milano presso la Galleria Guastalla. Nel 1974 si interessa attivamente di teatro. A Foggia organizza due mostre che prendono spunto da una serie di suoi testi sui suoi rapporti con il tempo, tra passato e presente. Nel 1975, nell’ambito teatral... Continua

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Autore: Piezzo Umberto

Tecnica: Tecnica mista su cartoncino

Misure: 75 x 55 cm

N-M: Portici, 1957

Classificazione: Figure, Moderni, Figurativi, Altre tecniche.

Senza titolo  (1971)

Note

  MIMMO PALADINO Mimmo Paladino ci ha abituati a grandi dipinti capaci di catalizzare lo sguardo con immagini dotate di un'opulenta ricchezza, dove però i personaggi sembrano vivere una sorta di disagio esistenziale. Immagini che hanno poco a che fare con la realtà e ben di rado ricavate da qualsiasi sfondo particolare di esperienza concreta. Con i suoi lavori ci invitava ad allenare lo sguardo di fronte a dipinti governati da una evidente vigore formale e cromatico, che spesso sfiorano una... Continua

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Autore: Paladino Mimmo

Tecnica: Collage su cartoncino

Misure: 35 x 25 cm

N-M: Paduli, 1948

Classificazione: Moderni, Astratti, Altre tecniche.

Encausto

Note

  PIPPO ORIANI. Nel 1927 entra in contatto con Fillia e altri futuristi torinesi, con i quali espone alla Mostra Internazionale di Torino del 1928. L’anno successivo inizia la partecipazione sistematica alle mostre del gruppo futurista. Dal 1929 al 1933 è spesso a Parigi, entrando in rapporto con Léger, Zadkine, Kandinskij, Prampolini, ecc. Nel 1932 e nel 1936 è alla Biennale di Venezia, mentre si fanno più sporadici i contatti con il gruppo futurista. L'artista torinese, dal 1969 al 19... Continua

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Autore: Oriani Pippo

Tecnica: Encausto su cartone

Misure: 50 x 65 cm

N-M: Torino, 1909 - Roma, 1972

Classificazione: Paesaggi, Moderni, Figurativi, Altre tecniche.

Formas de la solidad - El abrazo  (1977)

Note

  GASTON ORELLANA Figlio di emigranti spagnoli, madre andalusa e padre dell’Estremadura, Gaston Orellana è nato a Valparaiso nel 1933. A 18 anni prese la cittadinanza spagnola, dopo aver effettuato un viaggio di studi archeologici attraverso il Perù, la Bolivia e l’Argentina. Fin da giovanissimo stabilisce profonda amicizia con Pablo Neruda e nel 1957 a Buenos Aires conosce Rafael Alberti e Miguel Angel Asturias. Per due anni soggiorna a Maiorca e per dieci anni a Madrid. Attualmente ri... Continua

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Autore: Orellana Gaston

Tecnica: Olio su tela

Misure: 120 x 100 cm

N-M: Valparaiso del Cile, 1933

Classificazione: Figure, Moderni, Astratti, Oli.

Imagerie cosmica
Senza Titolo II
Immagine
Uomini e rettili
Senza Titolo I

Imagerie cosmica "in red"  (1962)

Note

  LUCA (Luigi Castellano) La sua attività si esplicava in svariati campi che vanno dalla produzione propriamente artistica all'impegno come teorico ed organizzatore; conduceva, in varie modalità espressive, un coerente percorso creativo e teorico. Dall'immediato dopoguerra i suoi interessi si rivolsero ai più avanzati ambienti artistici napoletani, in particolare al Gruppo Sud. Del ‘58 è la mostra alla galleria Medea di Napoli 13 Pittori Napoletani con la presentazione di Ottavio Morisa... Continua

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Autore: Luca ( Castellano Luigi )

Tecnica: Tempera verniciata su carta rintelata

Misure: 70 x 100 cm

N-M: Napoli, 1923 - Portici, 2001

Classificazione: Moderni, Astratti, Altre tecniche.

Senza Titolo II  (1983)

Note

L'opera è autenticata dall'artista su foto, registrata presso l'archivio ufficiale del Museo Emblema e pubblicata sul catalogo della mostra personale di Salvatore Emblema "Tessere & Detessere" del 2008.   SALVATORE EMBLEMA Emblema nasce a Terzigno (Napoli) nel 1929. Ha frequentato il liceo artistico e l'Accademia di Belle Arti a Napoli. Nel 1948, ha cominciato a produrre dei "Collages" usando delle foglie disseccate e costruendo dei ritratti attraverso le modulazioni cromatiche. ... Continua

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Autore: Emblema Salvatore

Tecnica: Terre vesuviane su tela di juta

Misure: 90 x 100 cm

N-M: Terzigno, 1929 - 2006

Classificazione: Moderni, Astratti, Altre tecniche.

Immagine  (1964)

Note

  CARMINE DI RUGGIERO Carmine Di Ruggiero nasce a Napoli nel 1934. Viene “iniziato” all’arte giovanissimo. Nel 1958 sì diploma all’Accademia di belle arti di Napoli. È nella fucina del grande maestro Emilio Notte, che Carmine forgerà la tempra, su cui passeranno oltre cinquant’anni di pittura. Incomincia ad esporre dal 1952. Una prima fase di lavori avrà come soggetto paesaggi e nature morte. Incomincia ad avanzare, nella prima metà degli anni cinquanta, l’esperienza informal... Continua

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Autore: Di Ruggiero Carmine

Tecnica: Tempera su tavola

Misure: 100 x 70 cm

N-M: Napoli, 1934

Classificazione: Moderni, Astratti, Altre tecniche.

Uomini e rettili

Note

  ARMANDO DE STEFANO Autentica personalità dell'arte napoletana, Armando De Stefano fu attore di primo piano in tutti gli avvenimenti artistici della città dal 1947 in poi. Con la pittura, l'artista è tornato al nostro migliore Seicento, risciacquandolo nelle acque di una percezione modernissima del "reale": il ribaltamento in avanti della prospettiva, la riduzione dell'ambiente in atmosfera d'assenza, la iterazione delle figure, l'inserimento improvviso di elementi estranei o di partiture... Continua

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Autore: De Stefano Armando

Tecnica: Olio su tela

Misure: 50 x 70 cm

N-M: Napoli, 1926

Classificazione: Figure, Moderni, Figurativi, Oli.

Senza Titolo I

Note

  GIUSTINO CALIBE' Simona Barucco: “Le opere di Giustino Calibè si compongono di stratificazioni dolorose e di magiche suggestioni. Il ricordo è improvvisamente presenza nel respiro greve del colore marcio che naviga faticosamente su superfici trattate come immensi cretti, dove la sabbia vesuviana è strato e substrato di una dimensione sospesa tra tempo e spazio. Come arricchita dalle tonalità pure del colore, la fredda e antica sabbia vesuviana si trasforma in lava bollente ed es... Continua

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Autore: Calibe Giustino

Tecnica: Olio su tela

Misure: 160 x 160 cm

N-M: Napoli, 1950

Classificazione: Moderni, Astratti, Oli.

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